Sigilli al Piper, storica discoteca della Capitale. I sigilli sono stati apposti dopo una verifica legata alla stretta sui controlli per verificare la sicurezza dei locali pubblici, per evitare stragi come quella di Crans Montana. La discoteca, inaugurata nel 1965, è stato uno dei locali storici del boom degli anni Sessanta. Diventò presto il centro della bella vita romana.

Sottoposto a sequestro preventivo

Il locale di via Tagliamento,a Roma, è stato sottoposto a sequestro preventivo, che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria. All’interno la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali all’impianto, rischi sotto il profilo dell’evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone più alto rispetto a quello dovuto. I controlli della Questura nei locali di Roma vanno avanti da tempo e proseguono dopo la tragedia di Crans-Montana.

Sequestrati altri tre club in centro

La stretta sui locali notturni era già iniziata con il sequestro il 17 gennaio di tre club della movida nel centro di Roma. Le tre attività poste sotto sequestro stamane si trovano tutte all’incrocio fra via del Tritone e via degli Avignonesi, all’angolo con piazza Barberini, nel cuore della Capitale. Ogni locale era a un piano diverso dello stesso stabile: nel seminterrato c’era la discoteca “Toy Room”, al piano terra il “White Bar” e al primo piano “Clamore”.

A Crans Jessica Moretti riprendeva col cellulare

Intanto dalle indagini condotte in Svizzera, nell’ambito della tragedia di Crans Montana, è emerso che la proprietaria Jessica Maric, sottoposta all’obbligo di firma, avrebbe fatto delle riprese col cellulare della notte di fuoco di Capodanno che ha distrutto Le Constellation. La donna sarebbe stata immortalata nei video di alcuni clienti del locale, mentre riprendeva la fila di camerieri con le bottiglie scintillanti e l’inizio del rogo, che ha ucciso 40 persone, di cui sei italiani (Nomi delle Vittime (Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano; Achille Barosi, 16 anni, di Milano; Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna; Riccardo Minghetti, 16 anni, di Roma; Emanuele Galeppini, 17 anni, di Genova; Sofia Prosperi, 15 anni, italo-svizzera). I feriti sono stati 117. Una versione che vede in campo più testimoni, compresa una delle cameriere sopravvissuta al rogo. Jessica aveva invece dichiarato nell’interrogatorio con i magistrati svizzeri di non avere nel cellulare video della serata della strage. La gente non gridava, molti non avevano visto le fiamme.

Le accuse ai magistrati svizzeri

Intanto alla procura di Sion è giunta l’istanza dell’avvocato Jordan che accusa i magistrati di aver perso tempo, permettendo alla coppia Moretti di cancellare prove determinanti. A partire dagli account social del locale poche ore dopo l’incendio, mentre ancra si lavorava per salvare le vittime. I telefoni dei due sono stati sequestrati solo il 9 gennaio, dopo le istanze degli avvocati.

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