Se i tesserati permettono di fotografare la pratica regolare, più difficile è monitorare gli appassionati che frequentano le piste da sci senza appartenere a federazioni o sci club. In assenza di un dato nazionale omogeneo, l’indicatore più vicino alla pratica amatoriale resta quello dei primi ingressi e degli skipass venduti dai comprensori, che nella stagione invernale 2024-2025 restituiscono un quadro complessivamente positivo lungo tutto l’arco alpino.
L’arco alpino
In Valle d’Aosta, dove si contano 365 chilometri di piste, la stagione si è chiusa con 3,6 milioni di sciatori, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente, e 127 milioni di euro di fatturato lordo per le società che gestiscono gli impianti (+7%). Breuil-Cervinia si conferma la località più frequentata, con quasi un milione di primi ingressi e 46,4 milioni di euro di fatturato. Seguono Monterosa (circa 660mila primi ingressi e 21,1 milioni di euro), Pila (536mila ingressi e 16,7 milioni di euro), Courmayeur (510mila ingressi e 18,3 milioni di euro) e La Thuile (541mila ingressi e 13,6 milioni di euro).
Numeri sostenuti anche nei grandi comprensori dolomitici. Il consorzio Dolomiti Superski ha stimato per la stagione 2024-2025 un incremento dello 0,89% dei primi ingressi, pari a circa 80mila sciatori in più rispetto all’inverno precedente, confermando il recupero della domanda turistica legata agli sport invernali.
In Lombardia, la stagione record di Livigno, iniziata il 30 novembre 2024 e conclusa il 1° maggio 2025, ha registrato oltre 1,315 milioni di primi ingressi e più di 19,2 milioni di passaggi sugli impianti, con un picco giornaliero di oltre 14mila ingressi il 17 febbraio. Segnali positivi anche nei comprensori di dimensione media: la Borno Ski Area – Monte Altissimo, in Val Camonica, ha chiuso una stagione di 114 giorni con circa 80mila primi ingressi e un incremento del 12% degli skipass venduti.
Andamento in crescita anche nel Friuli Venezia Giulia, dove la stagione 2024-2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 900mila ingressi sulle piste, con quasi 10 milioni di passaggi sugli impianti e un aumento del 12% degli skipass venduti rispetto all’inverno precedente. Tra le tipologie più richieste figurano il giornaliero junior (oltre 84mila venduti), il 3 ore adulto (più di 52mila) e il giornaliero adulto (quasi 40mila).

