Tra i fattori che rallentano gli investimenti, la scarsa conoscenza delle opportunità offerte dalle soluzioni 4.0 e la carenza di incentivi. «Il mercato dello smart agrifood – commenta il condirettore dell’Osservatorio, Andrea Bacchetti – conferma segnali positivi, con una ripresa degli investimenti e un tasso di abbandono quasi nullo tra le aziende che hanno già adottato soluzioni 4.0, a dimostrazione del valore concreto generato dalla digitalizzazione. Allo stesso tempo, però, superficie agricola digitalizzata e livello di adozione restano sostanzialmente stabili: a investire sono soprattutto le imprese già mature. La vera sfida è coinvolgere oltre metà del tessuto agricolo che non ha ancora intrapreso questo percorso. Per farlo, è necessario intervenire sui fattori strutturali, come la frammentazione e le ridotte dimensioni aziendali, ma anche rafforzare competenze, cultura dell’innovazione e strumenti di accompagnamento agli investimenti. Solo così la trasformazione digitale potrà diventare realmente sistemica e inclusiva».
Il ruolo dell’Ai
Una riflessione specifica è poi dedicata all’intelligenza artificiale che, nel 2025, ha proseguito la sua diffusione nell’agroalimentare: i progetti che implementano l’Ai sono più che raddoppiati nel mondo, in particolare nell’ambito agricolo. Le soluzioni per l’esplorazione dei dati e i sistemi di visione artificiale e analisi di immagini e video sono utilizzate soprattutto per la gestione di attività in campo aperto (nel 62% dei progetti globali), come il monitoraggio delle colture, la gestione irrigua e la difesa.
In Italia, la diffusione dell’Ai è, invece, ancora limitata, ma emergono segnali di un interesse. L’8% degli agricoltori ha cominciato a utilizzare soluzioni abilitate dall’Ai, beneficiando di supporto nelle decisioni maggiore controllo sui processi. Nell’industria della trasformazione alimentare, il 18% delle aziende ha adottato l’Ai e il 55% ha interesse in sperimentazioni future. Mentre l’80% dei tech provider ha l’intenzione di sviluppare soluzioni che includono tecnologie di Ai per il settore nel prossimo futuro.
«L’Intelligenza artificiale – spiega la direttrice dell’Osservatorio Smart Agrifood, Chiara Corbo – rappresenta un acceleratore strategico per l’evoluzione del settore, ma la sua piena affermazione dipenderà dalla capacità di affrontare con visione e responsabilità temi cruciali come la governance dei dati, il rischio di concentrazione tecnologica e i divari di accesso. Sarà fondamentale colmare il possibile disallineamento tra la velocità di innovazione dei provider tecnologici e la capacità di investimento delle imprese, promuovendo programmi di inclusione digitale, in particolare a favore di agricoltori e Pmi, e adottando strategie che riconoscano nel dato una leva competitiva centrale lungo tutta la filiera, a partire dagli attori a monte».

