Dalla ricerca spaziale un nuovo orizzonte per studiare e monitorare il sonno. Il tutto grazie a una maschera con applicazioni dedicate, sviluppata dall’Istituto Italiano di Tecnologia in collaborazione con le Università di Bologna e del Salento e del Centro di Ricerca e Trasferimento Tecnologico, e finanziata dall’Agenzia spaziale italiana. E con un obiettivo: capire come dormiamo, nello spazio e sulla terra.
Nasce Somniia monitor
Proprio da questa esigenza nasce Somniia monitor, uno strumento che si presenta come una maschera progettata «per essere indossata durante il sonno, ma al suo interno integra una serie di sensori avanzati che permettono di raccogliere informazioni fondamentali sul funzionamento del corpo durante il sonno». Tra questi: sensori per il battito cardiaco e la respirazione, sensori di temperatura, movimento ed elettrodi per registrare l’attività cerebrale. I dati vengono poi analizzati da algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di riconoscere automaticamente le diverse fasi del sonno, veglia, sonno leggero, profondo e Rem, e di costruire un quadro completo della qualità del riposo, anche in condizioni operative complesse, come quelle spaziali. «Un elemento distintivo del sistema – sottolineano dall’Agenzia spaziale – è l’impiego di sensori piezoelettrici sviluppati da IIT, che permettono di monitorare respirazione, attività cardiaca e movimenti oculari in modo non invasivo, aumentando il comfort dell’utilizzatore e riducendo la complessità delle procedure tradizionali».
Trasferire il know how spaziale alla vita quotidiana
Al centro dell’iniziativa c’è il ruolo dell’Agenzia che ha promosso e sostenuto il progetto. Il tutto con un duplice obiettivo: sviluppare tecnologie utili per le missioni spaziali e renderle trasferibili nella vita quotidiana. «Fondamentale – sottolineano dall’Agenzia – il contributo dei partner, che hanno sviluppato il dispositivo sotto il coordinamento del Centro per le Nanotecnologie Biomolecolari di Lecce dell’Istituto Italiano di Tecnologia». Si tratta del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna, il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento e CETMA.
«Oggi la salute degli astronauti rappresenta una priorità assoluta, soprattutto in vista delle future missioni di lunga durata del programma Moon to Mars – è il commento di Amy Amata Soriano, Project Manager di Somniia Monitor dell’Agenzia Spaziale Italiana – questo progetto rappresenta un esempio concreto di sinergia tra l’Agenzia e istituti di ricerca italiani come l’IIT nell’ambito di future missioni spaziali, con ricadute positive anche sulla vita quotidiana a terra».

