La pratica degli sport invernali coinvolge in Italia oltre due milioni di persone, e resta legata alla geografia dei territori montani. Secondo i dati Istat, nel 2024 circa l’11,3% degli sportivi praticava discipline invernali, su ghiaccio o di montagna, pari a circa due milioni e 428mila persone. Una crescita rispetto ai livelli di 2006 e 2015, quando i praticanti erano rispettivamente 1,9 e 1,8 milioni. L’incremento – segnala l’Istat – è trainato soprattutto da alcune discipline in crescita come il trekking, praticato nel 2024 dal 4% degli sportivi (erano l’1,6% nel 2015).
Ma se il trekking non necessita di particolari impianti, ben diversa è la situazione per discipline come lo sci da discesa o il pattinaggio sul ghiaccio. La disponibilità di infrastrutture e comprensori sciistici incide direttamente sulla distribuzione territoriale della pratica. A confermarlo è l’indice di sportività dedicato agli sport invernali elaborato da Pts, che tiene conto di indicatori come il numero di società, i risultati societari e il numero di tesserati, nonché i risultati ottenuti dal singolo atleta.
L’indice di sportività
Le Province alpine occupano stabilmente le prime posizioni della classifica nazionale: ai vertici si collocano Bolzano, Trento e Aosta, un podio stabile rispetto al 2024, seguito da Sondrio e Belluno, che invece si scambiano. A concludere la top 10 sono Bergamo, Udine, Vicenza, Lecco e Brescia.
L’Appennino compare appena dopo, con L’Aquila che sale di tre posizioni rispetto allo scorso anno, e rifà capolino in 18esima posizione con Parma, che nel 2025 guadagna ben sette posizioni. Di fatto, le prime 20 Province si dividono tra Trentino-Alto Adige, Lombardia e Piemonte, con l’incursione di alcune località venete e friulane.
Nel complesso, la parte alta della graduatoria è dominata dalle Regioni interessate dalle Olimpiadi invernali 2026. In questo senso, i Giochi contribuiranno probabilmente a consolidare la classifica. «Come Pts Sport riteniamo che nel prossimo Indice di sportività l’effetto Olimpiadi invernali sarà particolarmente significativo. Alcune Province rimarranno nella parte alta del ranking, altre torneranno», ha spiegato Alberto Miglietta, vicepresidente esecutivo di Pts.

