Chelsea, non solo colpacci: la flop 11 dell’era Abramovich. Feat Cuadrado e Sheva

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Con il comunicato di oggi, si chiude ufficialmente l’era di Roman Abramovich in casa Chelsea. Anni di spese impressionanti, iniziate con l’acquisto di Glen Johnson nell’estate 2003 dal West Ham e che ha visto nel prestito oneroso di Saul Niguez l’ultimo colpo nell’ultimo giorno di mercato dell’estate 2021. A conti fatti, due operazioni non felicissime, in mezzo tanti grandissimi acquisti che hanno resto il Chelsea uno dei pochi club capaci di vincere tutte le competizioni internazionali. E anche, inevitabilmente qualche flop, inaspettato e in alcuni casi carissimo.

Questa è la Flop 11 del Chelsea di Roman Abramovich: abbiamo preso in considerazione solamente i giocatori acquistati dal magnate russo e nella valutazione ha inciso soprattutto il rapporto costo-rendimento del giocatore.

KEPA ARRIZABALAGA
Prelevato dall’Athletic nel 2018 per 80 milioni. Diventa il portiere più caro della storia, al secondo anno Lampard inizia a fargli vedere la panchina, al terzo viene acquistato Mendy e il basco viene panchinato.

JUAN CUADRADO
Lo scegliamo come terzino destro anche se non è mai stato impiegato al Chelsea in quel ruolo, ma vista l’abbondanza davanti e la duttilità del colombiano ci perdonerete. Prelevato nel gennaio del 2015 per 31 milioni non si ambienta mai in Inghilterra, viene utilizzato col contagocce e si intristisce. Sei mesi a Londra bastano e avanzano e la Juventus, che lo prenderà in estate, ancora ringrazia.

SLOBODAN RAJKOVIC
Il Chelsea ci crede, al punto da sborsare oltre 5 milioni di euro nel 2005 per prelevarlo dall’OFK Belgrado. Resta formalmente ai blues fino al 2011 ma non giocherà mai per i londinesi. Prima per un permesso di lavoro non concesso, infine perché in società decidono di non puntarci più. Lo rivedremo in Italia, al Palermo e al Perugia.

TAL BEN HAIM
Arriva a titolo gratuito nel 2007 dopo l’ottima esperienza al Bolton. Mourinho lo lancia subito titolare ma dopo poche giornate lascia a sorpresa il Chelsea. Paradossalmente i problemi iniziano con l’arrivo del connazionale Avraham Grant, apertamente criticato dal giocatore che verrà multato con due settimane di stipendio. A marzo è già fuori dal progetto, non più convocato. A fine stagione l’addio.

ABDUL-RAHMAN BABA
Per lui il Chelsea spende 26 milioni di euro per strapparlo all’Augsburg nel 2015. Rapporto rendimento-spesa fallimentare, Mourinho lo boccia praticamente subito, viene ripescato nel finale di stagione da Hiddink ma la bocciatura a fine stagione è senza appello. Formalmente è ancora di proprietà del Chelsea che dal 2016 continua a girarlo in prestito.

JIRI JAROSIK
Arriva nel 2005 dal CSKA Mosca per 12 milioni, gioca 14 partite in sei mesi e viene mandato al Birmingham, infine ceduto al Celtic.

ALEKSEJ SMERTIN
Uno dei primi acquisti, arriva nel 2003 dal CSKA Mosca per 5.5 milioni. Una sorta di quota russa in campo voluta da Abramovich. Claudio Ranieri lo manda subito in prestito, tornerà nel 2004 giocando qualche partita con Mourinho e vincendo pure il campionato, anche se non lascia il segno.

JUAN SEBASTIAN VERON
L’argentino è uno dei più grandi centrocampisti mai visti in Serie A, eppure la sua esperienza inglese verrà ricordata come un incubo: due flop con due maglie diverse. Non si impone al Manchester United, il Chelsea ci punta nel 2003 per 22 milioni ma neanche in questo caso funziona. Gli infortuni lo condizionano, quando torna ha perso il posto. E verrà mandato in prestito all’Inter.

ANDRIY SHEVCHENKO
Il tonfo più clamoroso. Voluto a tutti i costi da Abramovich che riesce a portarlo a Londra nel 2006, per la gioia della moglie della stella ucraina che spingeva per il trasferimento in Inghilterra. Sheva si presenta segnando in Community Shield baciando persino lo stemma. Solo un fuoco di paglia, non riesce ad adattarsi al calcio inglese, soffre la concorrenza di Drogba, segna col contagocce e la seconda stagione è pure peggiore. Segna 22 gol in due anni in tutte le competizioni, al Milan solo al primo anno e solo in campionato ne aveva segnati 24. Alla fine anche Abramovich si arrende e lo riconsegna ai rossoneri, dove arriva ormai in piena parabola discendente.

FERNANDO TORRES
Vince il duello con Alvaro Morata, perché anche se l’attuale giocatore della Juve è stato pagato di più e ha segnato col contagocce, il Nino ha subito un’involuzione talmente immediata e talmente repentina dal suo trasferimento al Liverpool da non crederci. In tre anni e mezzo non va mai in doppia cifra in Premier, e il suo primo gol con i blues arriva addirittura alla decima partita. Semplicemente irriconoscibile, anche se un momento di gloria riesce a viverlo, quando manda il Chelsea in finale di Champions dopo un gol pesantissimo al Barcellona.

ADRIAN MUTU
Per distacco, il peggior affare del Chelsea. Il primo anno è un flop, segna 10 reti in tutte le competizioni. Il secondo è un incubo: prima la positività alla cocaina, poi il licenziamento, infine un lungo e costosissimo contenzioso col club che chiede al rumeno di ripagare buona parte del cartellino.

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