Terremoto in vista di Cortina 2026, la campionessa Arianna Fontana minaccia di abbandonare l’Italia: “Fiducia irrecuperabile”

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I rapporti sono tesi da anni. Dal 2014, come minimo. Ma le frizioni tra Arianna Fontana e la Fisg (Federazione italiana sport del ghiaccio) diventarono di dominio pubblico alle Olimpiadi di Pechino, lo scorso anno, quando lei accusò alcuni atleti italiani di averla “puntata”, di proposito, durante gli allenamenti, per farla cadere e farle male. E ora la campionessa valtellinese, dopo quasi 12 mesi, mette la parola fine al rapporto tra lei e la FederGhiaccio sul quale, a distanza, stava lavorando il Coni: “La fiducia è irrecuperabile” ha scritto lei, minacciando di lasciare i colori azzurri per un’altra nazione. Quale? Gli Stati Uniti, molto probabilmente, Paese del marito-allenatore, Anthony Lobello.

La medaglia d’oro dello short track di Pechino ha affidato a un post su Instagram le proprie riflessioni: “Ho deciso di aggregarmi al viaggio che Anthony (Lobello, ndr) aveva già in programma qui per vedere cosa hanno da offrire gli Stati Uniti e Salt Lake City nel caso dovessi continuare il mio viaggio olimpico. Vorrei ringraziare gli allenatori e i gruppi d’allenamento con cui ho pattinato mentre ero qui. Grazie per aver accolto me e il mio allenatore a braccia aperte”. La questione dirimente, che si trascina da tempo, è la partecipazione dell’atleta italiana più medagliata dei Giochi olimpici (invernali o estivi non fa differenza) alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Su questo punto Fontana scrive che “purtroppo non ci sono state comunicazioni costruttive sulla mia partecipazione da parte della Fisg dopo che, dall’aprile scorso, ci sono state ammissioni, da parte del presidente della Fisg (Andrea Gios, ndr), di errori commessi e fatto promesse che non sono mai state mantenute. Lo staff rimane, in parte, quello che ha permesso ad atleti di prendermi di mira durante gli allenamenti e questo non è accettabile. La strada davanti a me non è facile, ma so che non tollererò più che il personale tecnico e federale prenda decisioni per isolarmi senza assumersi la responsabilità di queste decisioni”.

Poi la scelta che potrebbe compiere Fontana: “Questo non è mai stato un ‘anno sabbatico’, non ho gareggiato perché non posso giustificare di gareggiare per una Federazione che condona comportamenti e decisioni dannose nei miei confronti. Finché quelle decisioni e azioni saranno approvate, non tornerò e se dovessi decidere di competere in futuro, il mio percorso sarà completamente separato da quello che il direttore tecnico e il suo staff hanno pianificato per il gruppo italiano. In quel caso, mi dispiacerà non allenarmi con il resto degli atleti italiani, ma la mia fiducia nello staff tecnico e federale è irrecuperabile”.

Resta da capire, a questo punto, quanto Fontana faccia sul serio. Non è da escludere l’ipotesi che il suo sia una specie di ultimatum. Bisogna altresì considerare che nel 2026 avrà sì 36 anni, ma un’atleta del suo calibro e della sua esperienza – peraltro portabandiera dell’Italia a PyeongChang 2018 – potrebbe comunque essere in grado di raccogliere soddisfazioni. Sul caso è stato interpellato il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che però si è limitato a dire che “sono in contatto con Arianna Fontana e avevo un appuntamento con lei, ma purtroppo mi si è stravolta l’agenda. Non mi ha parlato di questa prospettiva, ma da ministro per lo sport farò di tutto affinché questo non avvenga”. L’obiettivo, insomma, è che si arrivi al più presto a un compromesso per non vedere la campionessa valtellinese vestire la tutina a stelle e strisce.

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