Il suo è un nome che evoca ricordi dalla Prima Repubblica, inevitabilmente. Primogenita dell’ex presidente del Consiglio socialista Bettino Craxi, Stefania è nata a Milano il 25 ottobre 1960. Il suo è un profilo politico segnato dal peso ereditario e da una fedeltà granitica al centro-destra italiano. Senatrice di Forza Italia nella XIX legislatura, scala i vertici del partito fino a diventare oggi la nuova capogruppo al Senato dopo le dimissioni di Maurizio Gasparri.

Diplomata in relazioni estere, viene eletta deputata alla Camera con Forza Italia nel 2006, rieletta nel 2008 col Popolo della Libertà fino al 2013. Ritorna da senatrice nel 2018 per la Lombardia, dirige la Commissione Esteri dal 2022 e ne guida tuttora la terza permanente su Affari Esteri e Difesa. Nominata responsabile Formazione da Antonio Tajani nel gennaio 2025, consolida un ruolo di regia interna.

 

Alleanza con Berlusconi

Il legame con Silvio Berlusconi è radicato nell’amicizia storica tra il Cavaliere e suo padre, da lei descritta come inscindibile. Sempre attivo il suo impegno accanto un Berlusconi “perseguitato dalla giustizia”, eco di un dramma craxiano. Mantiene vincoli familiari stretti, con i figli Berlusconi e incontri recenti con Marina la quale, proprio in questi minuti, ha rinnovato pubblicamente la stima per lei, pur precisando che l’avvicendamento come capogruppo in Senato è una “iniziativa del gruppo parlamentare azzurro”. 

Bettino Craxi è stato una figura chiave nel consentire l’espansione del gruppo Fininvest e nel riceverne in cambio sostegno e finanziamenti illeciti al PSI provati da sentenze definitive. Tra Bettino e Silvio c’è stato un rapporto di amicizia personale, iniziato ben prima dell’ingresso di Berlusconi in politica. Berlusconi stesso, in interviste e commemorazioni, ha descritto Craxi come uno degli amici più leali e sinceri della sua vita, sottolineando un legame personale distinto dalle appartenenze partitiche. Il legame con Craxi non è stato un dettaglio marginale ma un fattore strutturale: il PSI craxiano fu un alleato cruciale per il radicamento culturale e regolatorio del modello televisivo berlusconiano negli anni Ottanta.

Oggi  “una Craxi” che va a coprire un nuovo incarico nel partito legato alla famiglia Berlusconi col placet della seconda generazione. 

 

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