Il Tar della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva della delibera con cui il Comune di Firenze ha deciso lo stop a partire dal 1° aprile dei monopattini in sharing, un servizio che ormai dilaga in tutte le grandi città europee.
La società Bird: il ricorso andrà avanti
A chiedere il provvedimento cautelare era stata la società Bird, azienda internazionale nel settore della micromobilità, che dopo il rigetto della sospensiva ha annunciato che proseguirà il ricorso: «La battaglia non è conclusa. Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato». «La decisione cautelare – precisa Bird – riguarda esclusivamente la sospensione immediata dell’atto e non rappresenta una sentenza definitiva. Nel giudizio di merito verranno affrontati i profili giuridici che continuiamo a ritenere critici – spiegano da Bird – a partire dalla coerenza della delibera con il quadro normativo nazionale e con il percorso amministrativo condiviso negli anni. In questi anni abbiamo operato in coordinamento con l’amministrazione comunale, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza, controllo e organizzazione del sistema a postazioni. Poi all’improvviso Palazzo Vecchio si è auto-sconfessato. Per questo riteniamo che esistessero ed esistano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale». «La scelta di proseguire nel merito – conclude Bird – è una scelta di responsabilità verso gli utenti, verso i lavoratori coinvolti e verso un modello di mobilità sostenibile che ha rappresentato un’integrazione concreta al trasporto pubblico e alle altre forme di mobilità dolce. La partita giuridica è ancora aperta e sarà il giudice a valutare nel merito la legittimità della decisione».
Lo stop di Palazzo Vecchio
A novembre 2025 il Comune di Firenze aveva stabilito, con una delibera della Giunta a firma dell’assessore alla mobilità Andrea Giorgio, che dal 1° aprile 2026 non ci sarà più un servizio strutturato. Una decisione che poggia su due basi: il cambiamento della normativa a livello nazionale e le criticità nella gestione dello sharing: parcheggi selvaggi, transito contromano, sui marciapiedi e in aree vietate alla circolazione, utilizzo delle corsie riservate a bus e taxi.
Alla luce del nuovo codice della strada che ha imposto tra l’altro nuove regole per i monopattini, tra cui l’obbligo di indossare il casco, il Comune ha ritenuto che la tipologia del servizio renda problematico garantire il rispetto delle norme, anche a fronte dei controlli della polizia municipale.
Allo stesso tempo il Comune si è impegnato a potenziare il servizio di bike sharing, sia aumentando il numero di biciclette in circolazione sia rinnovando i mezzi a disposizione, specie quelli a pedalata muscolare.

