Istruzione in carcere: scuola e università come fattori di protezione
Tra i dati presentati dal ministro, ampio spazio è dedicato ai percorsi educativi, considerati anche come leve indirette di prevenzione del disagio. Nel 2025 risultano attivati 901 corsi scolastici di primo livello e 782 corsi di secondo livello, con il coinvolgimento complessivo di 19.391 detenuti e detenute in percorsi di istruzione.
Il dato è rilevante non solo per la quantità di corsi attivati, ma per la platea raggiunta: in carcere l’istruzione non è un “optional” culturale. Può diventare un presidio quotidiano contro il vuoto, la marginalità e la perdita di prospettiva, elementi che spesso si sommano a disturbi preesistenti o a crisi personali legate a processi, condanne, rotture familiari.
Sul fronte universitario, l’accesso allo studio superiore registra 1.837 detenuti iscritti, con 260 dipartimenti universitari coinvolti e 437 corsi di laurea attivi negli istituti penitenziari. È un’infrastruttura che, nei numeri, descrive una rete nazionale ampia. Resta però decisivo un punto: la differenza la fa la continuità reale dei percorsi (tempi, strumenti, tutoraggio, collegamenti con gli atenei), non l’esistenza formale dell’offerta. Ma il messaggio politico, oggi, è che lo studio viene indicato come una delle componenti della risposta complessiva alla fragilità detentiva.
Salute mentale: potenziamento dei servizi e focus sulle Rems
Nordio ha collegato il tema dei suicidi anche al rafforzamento della tutela della salute mentale, richiamando la collaborazione interistituzionale per potenziare i servizi psichiatrici e gestire le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS).
Il quadro aggiornato indicato dal ministro fotografa la situazione al 7 novembre 2025: risultano ricoverate 675 persone nelle REMS, di cui 606 uomini e 69 donne. Il dato, letto nel contesto del dibattito penitenziario, evidenzia un punto delicato: la gestione del disagio psichico non può essere scaricata sul carcere, ma richiede canali dedicati, competenze cliniche e strutture adeguate. Le REMS, in questo senso, sono uno snodo essenziale, anche se storicamente gravato da criticità di capienza e tempi di attesa.

