È una tendenza in corso da tempo: controllare, limitare, gestire i grandi afflussi di viaggiatori che dopo la grande cesura imposta dal Covid hanno ripreso a gonfiare i numeri degli arrivi turistici nel mondo. Gli strumenti non sono molti: contributo d’accesso alla città (come a Venezia) o al monumento (come Fontana di Trevi) oppure ricorso alla leva della tassa di soggiorno. Una scelta compiuta da ultimo dalla Catalogna che comporterà in particolare per Barcellona un raddoppio dell’importo con un sistema progressivo legato a territorio e stagionalità. La novità scatterà il 1° aprile.
Tassa di soggiorno raddoppiata
Nella città spagnola, 16 milioni di turisti nel 2025 e in passato teatro di manifestazioni di protesta verso l’invasione dei trolley, la tassa in hotel passerà da 3,5 a 7 euro a notte, cui si aggiunge l’imposta comunale di 4 euro (aumentabile fino a 8), per un totale che può arrivare fino a 15 euro. Negli appartamenti turistici si arriverà a 4,5 euro. Nel resto della Catalogna l’aumento sarà del 50% nel 2026 e potrà raddoppiare nel 2027. Anche gli altri comuni catalani potranno introdurre un supplemento locale fino 4 a euro, variabile in base alle zone e alla stagione. Le nuove risorse saranno destinate per il 25% a politiche abitative (alloggi a prezzi accessibili) e per il 75% a un Fondo per la destagionalizzazione del turismo.
Amsterdam la più cara
Da aprile Barcellona farà un balzo in avanti nella graduatoria delle città dove più alto è il contributo chiesto agli ospiti delle strutture ricettive. Secondo la classifica realizzata dalla piattaforma Holidu tra le destinazioni europee il primato resta ad Amsterdam: nella capitale olandese l’imposta per ogni singolo giorno di permanenza può toccare 17,55 euro a persona (il 12,5% della prenotazione calcolata su un prezzo di affitto per un immobile basato sulla tariffa media per notte nel fine settimana di Kayak). Applicando la metodologia usata per stilare la classifica (nei casi in cui la tassa si basa sulla classificazione in stelle dell’alloggio, prende in considerazione alloggi a 3 stelle) al secondo posto si inserirebbe Barcellona che passerà da 5,5 a 11,07 euro. Sul podio ma molto staccato un quartetto ex aequo di destinazioni greche (Atene, Rodi, Salonicco, Heraklion) con il valore di 7,7 euro.
Le italiane: Milano la più cara
Milano è la prima delle città italiane a comparire nella graduatoria che è stata realizzata ad aprile 2025: nel frattempo il capoluogo lombardo ha deciso di innalzare solo per il 2026, per i Giochi olimpici di Milano-Cortina appena conclusi, la propria “city tax” fino a 10 euro per gli hotel di lusso. Aggiornando la lista Holidu, la tariffa milanese (hotel a tre stelle) risulta ora di 7,40 euro.
C’è poi Berlino: qui la tassa di soggiorno, ferma da sei anni, è di 7,02 euro. A seguire in sequenza arrivano tre città italiane: Roma e Firenze (5,83 euro) e Bologna (5,64 euro). Più sotto Venezia (15esima posizione) e Verona (18° posto).

