Differenze strutturali incidono in particolare sulla presenza della quattordicesima mensilità, sul livello complessivo dei minimi tabellari e, conseguentemente, sulla base imponibile previdenziale e sulla contribuzione pensionistica teorica. Un’ulteriore criticità riguarda l’inquadramento professionale: l’assimilazione di figure tradizionalmente collocate a livelli diversi nei contratti leader può determinare effetti significativi, in senso peggiorativo per i lavoratori, sul piano economico e normativo. Va segnalato che lo scorso 10 marzo è stato rinnovato dal sistema Anpit-Cisal il Ccnl del turismo e pubblici esercizi, ma dalle rilevazioni degli autori dello studio «il quadro non cambia, restano i divari e l’impatto è minimo».
Le distanze retributive per lo stesso profilo
Prendiamo un aiuto pasticcere, con il totale delle componenti fisse la retribuzione annua è di 21.614 euro con il contratto leader del sistema Confcommercio Fipe (livello 5), rispetto ai 15.394 euro del contratto “minore” per pari livello (D2), con una differenza di 6.220 euro (+40,4%). Il gap è legato all’incidenza della quattordicesima e dal livello complessivo della retribuzione fissa, si aggiunga poi la differenza sulla parte normativa, perché il Ccnl del sistema Confcommercio prevede, in media, maggiori tutele in materia di Rol e permessi, integrazioni malattia/infortunio, straordinari, welfare contrattuale, preavviso più lungo nelle anzianità elevate, mentre quello del sistema Anpit-Cisal presenta elementi di maggiore flessibilità organizzativa e un comporto progressivo più estensibile. La base contributiva ai fini pensionistici fa registrare una differenza di 2.052 euro a vantaggio del contratto leader.
Passiamo ad un’altra figura, quella del macellaio specializzato: in questo caso la differenza tra la retribuzione globale annua del contratto leader e di quello minore è di 5.572 euro (27.745 euro contro 22.173 euro) con uno scostamento del 25,1%. Anche in questo caso sul versante normativo lo studio del Cnel evidenzia che la differenza è determinata dall’incidenza della 14ª mensilità e dal livello complessivo della retribuzione fissa del Ccnl. Non solo. Sul versante normativo il Ccnl del sistema Confcommercio-Fipe prevede, in media, maggiori tutele in materia di: permessi e Rol, copertura economica malattia/infortunio, durata periodo di prova, maggiorazioni part-time e straordinari, welfare contrattuale e previdenza complementare più strutturati. Quello Anpit Cisal presenta maggiore flessibilità organizzativa e un comporto estensibile, ma tali elementi «non compensano gli scarti sulle tutele principali». La differenza retributiva ha effetti sul montante contributivo ai fini pensionistici che ha uno scarto di 1.838 euro a vantaggio del Ccnl Fipe.
Passiamo ad un cameriere di albergo, il Ccnl Confcommercio Federalberghi prevede 21.804 euro (livello 5) rispetto ai 16.909 euro del Ccnl Anpit Cisal (per livello d1) con un differenza di 4.895 euro, ed uno scostamento del 28,9%. Che ha riflessi sulla contribuzione annua ai fini pensionistici, che ha un divario di 1.615 euro. Sul piano normativo il contratto leader prevede, in media, maggiori tutele in materia di riduzione oraria e permessi straordinario più protetto, durata del periodo di prova, integrazioni malattia, welfare settoriale strutturato. Il contratto “minore” offre maggiore flessibilità organizzativa e un comporto estensibile, ma anche in questo caso tali elementi «non compensano le differenze sulle tutele principali».
Per un cameriere di ristorante la differenza è di 4.714 euro, pari al 25,6%, anche in questo caso gli istituti normativi sono più vantaggiosi nel Ccnl Fipe (permessi, straordinario, integrazioni malattia, welfare), e si registra una differenza di 1.556 euro nella contribuzione annua ai fini pensionistici.

