TikTok crea dipendenza e mina la salute mentale degli utenti. È quanto emerge dai risultati dell’indagine preliminare della Commissione europea sulle attività del social network cinese. La piattaforma social, secondo l’esecutivo Ue, viola infatti le norme della legge sui servizi digitali (DSA). Nello specifico, sarebbe stata progettata in modo da coinvolgere il più possibile gli utenti, in particolare attraverso un’interfaccia che favorisce le pratiche dello scrolling incontrollato o infinito, dell’autoplay dei contenuti online, le notifiche push e il sistema di raccomandazione dei contenuti altamente personalizzato. Secondo l’esecutivo Ue, in sostanza, l’uso prolungato e incontrollato di TikTok potrebbe portare a possibili danni per la salute mentale degli utenti, in particolare quella dei minori o degli adulti più vulnerabili.

Le misure adottate dal social cinese per porre rimedi ai rischi, come il parental control o il limite di 60 minuti settato di default per i minori di 18 anni – secondo la Commissione europea aggirabile o di facile disattivazione – non sarebbero quindi sufficienti. La società, ha concluso il portavoce Ue, “ha ora il diritto di difendersi. Se non lo farà correttamente, la Commissione potrebbe decidere di emettere una decisione di non conformità”, fino a una possibile sanzione che potrà raggiungere un massimo del 6% del fatturato annuo globale dell’azienda”. Il dialogo fra Bruxelles e ByteDance, la società che possiede TikTok, specificano funzionari europei, è appena all’inizio. La società cinese, in pratica, ha il tempo per proporre rimedi più efficaci o possibili soluzioni alle critiche presentate dalla Commissione europea, che nel frattempo andrà avanti con le indagini.

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