Trenta giorni di tempo, circa, per chiudere la partita Tiscali. L’azienda di telecomunicazioni fondata negli anni 90 dall’imprenditore Renato Soru e ora al centro di una vertenza che, tra esodi incentivati e proposte di acquisizione, gioca le ultime carte per la salvezza e il rilancio.
Sul tavolo, per il momento, c’è l’offerta della ligure Canarbino per un affitto di ramo d’azienda finalizzato alla acquisizione per cui il Cda di Tesselis, la controllante di Tiscali, i giorni scorsi ha espresso un ulteriore parere positivo. Nello specifico il Cda nella riunione del 30 marzo, come si legge nel comunicato ufficiale dell’azienda, «ha deliberato di accettare un’offerta integrativa pervenuta in data 29 marzo 2026, relativa all’offerta vincolante avente ad oggetto il ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia, trasmessa da Canarbino S.p.A. in data 1° marzo 2026».
30 giorni per nuove offerte
Non solo: il 31 marzo l’Avviso di sollecitazione a presentare offerte migliorative. «Il 31 marzo, nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi avviata in data 1 marzo 2026 – prosegue un’ultima nota dell’azienda – è stata indetta un’unica procedura competitiva volta all’affitto licenza e il conseguente acquisto di alcuni rami d’azienda». Per la presentazione di eventuali ulteriori offerte ci sono 30 giorni di tempo.
La Regione in campo
A monitorare la vertenza è ora anche la Regione che il 1 aprile con la presidente Alessandra Todde e gli assessori al Lavoro Desirè Manca e dell’Industria Emanuele Cani ha incontrato le organizzazioni sindacali. La presidente della Regione Alessandra Todde ha garantito «l’impegno a un coordinamento continuo per potersi confrontare al meglio con il nuovo acquirente nell’interesse dei lavoratori e al tempo stesso della richiesta assieme alla Regione Puglia di un incontro al Ministero sulla vertenza nazionale». Per la prossima settimana è stata annunciata una convocazione nella sede dell’Assessorato al Lavoro di Canarbino e Tiscali per affrontare la vertenza nel suo insieme.
Chiusa procedura alleggerimento
Dalle organizzazioni sindacali, al termine dell’incontro con l’azienda, un invito al «senso di responsabilità per salvare un’azienda che è anche patrimonio dell’intera Sardegna».

