Una mobilitazione per difendere l’industria, con la consapevolezza che l’assegnazione della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori e l’assunzione di 400 nuovi addetti, prevalentemente alle Carrozzerie, non bastano a risolvere una crisi pesante, che minaccia la manifattura piemontese, come la vertenza della Primotecs di Avigliana, storico player dell’indotto auto, dimostra.
Parte da queste premesse la mobilitazione promossa dalle sigle sindacali dei metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, Fismic e Ugl, accanto all’Associazione dei Quadri, che in questi giorni stanno organizzando manifestazioni ai cancelli delle principali industrie torinesi. Dopo il polo Stellantis e la Marelli di Venaria, ieri è toccato al polo Iveco, nelle stesse ore in cui era in corso un presidio ai cancelli della Primotecs.
I delegati delle principali aziende del territorio si sono riuniti a fine novembre per approvare il piano di mobilitazione e chiedere alle istituzioni l’apertura di un tavolo permanente dedicato all’industria. L’obiettivo è quello di «avviare un confronto continuo e proficuo con l’obiettivo di tutelare e rilanciare il principale settore produttivo del territorio» scrivono in una nota congiunta.
«Torino sta attraversando da anni una crisi industriale ed economica senza precedenti causata principalmente dal crollo della produzione automotive dovuta a più ragioni, ma che rappresenta il settore con il maggior numero di addetti» è l’idea dei metalmeccanici.
L’analisi dei sindacati spazia dai rischi deindustrializzazione alle preoccupazioni verso alcuni dossier come la cessione di Iveco agli indiani di Tata Motors. «L’Iveco è un’eccellenza della nostra città ed un settore industrialmente strategico. In questi mesi si sta perfezionando l’operazione di vendita a fini esclusivamente finanziari non condivisibili della quota di maggioranza posseduta dalla famiglia Agnelli/Elkann attraverso Exor che, così facendo, cederà il controllo alla multinazionale indiana Tata Motors» evidenziano.

