Torino mette sul tavolo il suo “patrimonio” costituito da un ecosistema di 734 startup innovative registrate, il 3,7% del totale nazionale, molte delle quali nei settori AI, digital health, mobilità intelligente e industria 4.0; una spesa in Ricerca e Sviluppo di 3,1 miliardi di euro, pari al 2,1% del Pil regionale; la presenza della Fondazione AI4Industry (AI4I), centro di competenza nazionale sull’Intelligenza Artificiale per l’industria manifatturiera, con sede a Torino; un tessuto industriale con il 38,7% delle imprese manifatturiere che ha introdotto innovazioni, di processo o di prodotto.
Comune di Torino e Regione Piemonte presentano dunque a Bruxelles il dossier di candidatura a sperimentare, primi in Europa, sistemi di guida autonoma in città a applicazioni d’Intelligenza artificiale nella sanità. L’obiettivo è fare di Torino la città‐laboratorio dell’Unione Europea per la sperimentazione della guida autonoma e il sistema sanitario regionale per le applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico, organizzativo e per la telemedicina.
Il documento è stato presentato al dg della Direzione generale Comunicazione, Reti, Contenuti e Tecnologie della Commissione Europea Roberto Viola. La città non parte da zero e l’idea è quella di trasformare queste esperienze in un percorso formale dentro la rete europea delle città pilota della guida autonoma, con l’obiettivo di ospitare nuove fasi di sperimentazione attraverso test in ambiente reale con modelli di governance dell’AI che consentiranno anche il monitoraggio dei flussi veicolari.
«L’obiettivo è essere la prima città in Europa dove si prova a far viaggiare su una strada pubblica un auto senza conducente adibita al servizio pubblico, quindi taxi o navetta, come già oggi avviene con la sperimentazione nella zona del Campus universitario» spiega il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
Nelle prossime settimane l’Europa lancerà una call e Torino vuole intercettare questo interesse strategico della Commissione, forte delle competenze sul campo offerte dal Politecnico e dalle imprese della filiera dell’auto. Il modello è rappresentato da città come San Francisco o Denver, dotate di un servizi di mobilità pubblica con auto senza conducente.

