A quasi sei mesi dalla morte di Valentino Garavani, si viene a conoscenza del destino dell’immenso patrimonio dello stilista che ha contribuito a diffondere l’alta moda italiana nel mondo. L’unica erede indicata nel testamento è la “Valentino Garavani – Giancarlo Giammetti Foundation”, una fondazione con sede a Vaduz, capitale del Liechtenstein, alla quale è stato destinato un patrimonio stimato in centinaia di milioni di euro tra immobili, opere d’arte, yacht e disponibilità finanziarie.

Lo stilista, scomparso il 19 gennaio 2026 all’età di 93 anni, non aveva eredi legittimi e per mesi la questione della successione era rimasta riservata, ma le carte esecutive del testamento, ricostruite dal Corriere della Sera hanno chiarito il quadro.

Secondo la ricostruzione, il 29 marzo 2023 Valentino aveva consegnato le proprie volontà testamentarie al notaio svizzero Rolf Schneider, a Gstaad, scegliendo così di fare riferimento alla legislazione elvetica per la successione. Il testamento è stato poi depositato in Italia il 21 gennaio 2026, due giorni dopo la sua morte, mentre l’esecuzione delle disposizioni è iniziata nei mesi successivi. La fondazione avrebbe formalmente accettato l’eredità il 15 aprile scorso.

Un impero tra Roma, Parigi, New York e il mare

Tra i beni che fanno parte dell’eredità figurano alcuni dei simboli più rappresentativi della vita costruita da Valentino nel corso di oltre sessant’anni di carriera. Alla fondazione risultano già intestate la celebre villa sull’Appia Antica a Roma, una residenza di circa trenta stanze, lo yacht di 46 metri TM Blue One e le attività operative della fondazione filantropica italiana creata insieme allo storico socio Giancarlo Giammetti. 

Nel patrimonio rientrano inoltre l’attico newyorkese, importanti collezioni d’arte, conti esteri e il cinquecentesco Castello di Wideville, alle porte di Parigi, acquistato negli anni Settanta e trasformato nel tempo in una delle residenze più note dello stilista. Secondo le indiscrezioni, proprio il castello francese potrebbe essere messo in vendita. 

Tra le opere custodite nelle proprietà di Valentino figurerebbero anche lavori di artisti del calibro di Pablo Picasso e Andy Warhol, confermando il valore non soltanto immobiliare ma anche culturale della successione. 

La scelta di una fondazione

La decisione di nominare una fondazione come erede universale sembra rispondere alla volontà di mantenere compatto il patrimonio e garantirne una gestione unitaria nel tempo. Le carte esecutive parlano di un “unico erede” accanto a una serie di legati, lasciando intendere che, pur concentrando l’eredità nella fondazione, Valentino possa aver previsto benefici e assegnazioni a favore delle persone a lui più vicine.

Il patrimonio personale separato dalla maison

La successione riguarda esclusivamente il patrimonio personale di Valentino Garavani e non la casa di moda che porta il suo nome: lo stilista aveva infatti ne aveva già ceduto il controllo nel 1998, quando il marchio passò attraverso diverse proprietà fino ad arrivare al fondo qatariota Mayhoola, che nel 2023 ha ceduto una quota del 30% al gruppo francese Kering nell’ambito di un’operazione valutata circa 1,7 miliardi di euro. 

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