Storia, ambiente, cultura, paesaggi ma anche itinerari archeologici, cicloturistici ed enogastronomici. È la nuova vita di un tratto della via Appia o, se si preferisce la Regina Viarum (Regina delle strade), è la più importante strada consolare romana. Il tratto è quello della via Appia, patrimonio Unesco, compreso tra la pianura pontina e il Garigliano, in provincia di Latina, e il progetto è stato creato e coordinato da Gerardo Stefanelli, presidente della Provincia che ha voluto puntare su un modello innovativo di promozione turistica integrata e di coordinamento delle politiche di area per la valorizzazione del territorio pontino e delle sue eccellenze. I siti archeologici raccontano la grandezza dell’antica Regina Viarum, i percorsi ciclabili attraversano la pianura pontina fino ai borghi collinari passando poi per le specialità enogastronomiche che esaltano i sapori del territorio: ogni itinerario diventa così parte di un mosaico unico, custode di un frammento della Via Appia. «Abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con i tredici sindaci interessati che ci ha consentito di raccogliere la documentazione, proporre iniziative e coordinare tutte le azioni per quanto riguarda il tratto pontino. Un modello di governance che ancora oggi è attivo e funziona» segnala Gerardo Stefanelli, presidente della provincia di Latina.
Dai templi di Norba ai teatri di Minturnae, dai mausolei isolati ai paesaggi sospesi sul mare, la provincia di Latina si propone come in un museo a cielo aperto agli appassionati di storia antica. Ai ciclisti propone un mix di storia e avventura: un percorso tra natura, antiche pietre e panorami che cambiano a ogni curva, dalla pianura Pontina ai monti Aurunci fino al mare del Sud Lazio. Questo itinerario lento parte da Roma e attraversa l’intera provincia da nord a sud: oltre al capoluogo Latina tocca Cisterna di Latina, Norma, Sermoneta, Sezze, Pontinia, Terracina, Monte San Biagio, Fondi, Itri, Gaeta, Formia e Minturno. La Via Appia o Regina Viarum è diventato un simbolo della storia e della cultura italiana ma anche come asse strategico di sviluppo sostenibile e di coesione territoriale, capace di unire in un’unica visione il passato e il futuro della provincia, invitando gli amanti del Bel Paese a farsi guidare lungo questo viaggio nella storia: i turisti che negli ultimi mesi hanno percorso la Regina Viarum provengono prevalentemente dal Nord Europa e dai paesi di lingua francese tra cui il Canada.
Le tappe enogastronomiche
Lungo il percorso della via Appia, indipendentemente dal mezzo usato, si ha modo di vivere una full immersion delle specialità enogastronomiche di un territorio che spazia dalle colline lepine al mare tra borghi storici e mercatini con le specialità dell’area. Basta scegliere dove fermarsi. Norma, per esempjo, è la patria delle nocciole dei Monti Lepini e di dolci tipici come il torrone e le crostate alle nocciole. Latina, continuità tra tradizione e innovazione agricola, col miele pontino e i prodotti ortofrutticoli locali; Cisterna di Latina, la capitale del Kiwi di Latina IGP, frutto simbolo della pianura pontina; Sermoneta, con olio extravergine d’oliva Colline Pontine Dop, affiancato da fragranti prodotti da forno e dolci della tradizione lepina; Sezze, patria del celebre carciofo romanesco, con vini locali e una cucina che racconta la storia contadina della pianura; Pontinia, culla della mozzarella di bufala pontina, costellata di aziende agricole e caseifici che aprono le porte ai visitatori, offrendo esperienze tra pascoli, degustazioni e fattorie didattiche; Terracina, col Moscato di Terracina Doc, accompagnato da prodotti ittici freschissimi e ricette che fondono la tradizione marinara con quella contadina; Monte San Biagio, famoso per la salsiccia di Monte San Biagio PAT, aromatizzata con coriandolo e peperoncino; Fondi, patria delle olive itrane, dei vini autoctoni e degli ortaggi freschi che animano la cucina locale; Itri, celebre per l’olio extravergine Dop Colline Pontine e la celebre oliva nera di Gaeta, due simboli della cultura contadina del basso Lazio; Gaeta, con la famosa tiella, le conserve di pesce azzurro e le acciughe salate; Formia, con le conserve di pesce azzurro e le acciughe salate; e Minturno, dove nascono vini pregiati, formaggi e salumi tradizionali che mantengono viva la memoria delle comunità rurali.

