Unes, società del Gruppo Finiper di Marco Brunelli, accelera la strategia di espansione compra Supermercati Borello, realtà della distribuzione organizzata radicata nel territorio piemontese, e per quest’anno annuncia un piano da 20 milioni per la ristrutturazione di 35 punti vendita e l’inaugurazione di altri 6. Mosse nel segno di un’espansione strategica che mira a rafforzare la propria rete e la propria offerta, anche attraverso l’integrazione di realtà consolidate e apprezzate a livello locale come nel caso di Borello, che ha fatto della prossimità il suo punto di forza nel generare valore per consumatori, dipendenti e fornitori.

A vendere è Fiorenzo Borello, 72enne fondatore e presidente di Supermercati Borello, che si prepara a conferire in una newco 49 negozi la cui totalità sarà poi acquistata da Unes Maxi. Dall’operazione con Unes è stata esclusa la parte immobiliare che resterà alla famiglia Borello. Fiorenzo è un self made man che nella sua vita ha aperto 120 supermercati buona parte poi ceduti. Oggi Supermercati Borello ha 52 market di piccole e medie dimensioni, di cui 49 passeranno a Unes, due saranno ceduti da Borello a terzi e uno resterà di proprietà. Il fatturato 2025 della società di poco superiore ai 171,3 milioni e i dipendenti sono 800. «Dopo anni di impegno e dedizione nel costruire una realtà solida e apprezzata come Supermercati Borello sono fiducioso che l’ingresso in un Gruppo di riferimento del panorama nazionale come Finiper Canova rappresenti la migliore opportunità per il futuro – spiega Fiorenzo Borello, Presidente Supermercati Borello -. Sono convinto che i nostri valori, la nostra attenzione al cliente e la nostra tradizione saranno preservati e valorizzati». La formula del successo dell’insegna è la prossimità oltre al servizio con i freschissimi, la gastronomia, i banchi del servito e tanti prodotti del territorio. 

«Questo passo non è solo un’espansione della nostra rete, ma rappresenta la nostra interpretazione di sviluppo sostenibile – dice Armando Strano, direttore commerciale di Unes -. Infatti, la scelta di Borello è nata da una profonda conoscenza dell’azienda e dell’imprenditore. Dopo un primo contatto nato in seno alla divisione franchising, ci siamo riconosciuti in un’identica visione e idea di sviluppo. Ad oggi possiamo affermare che l’esperienza di Borello, autorevole realtà della distribuzione organizzata nota per la qualità della propria offerta, unita alla nostra strategia commerciale, ci permetterà di proporre un’esperienza d’acquisto ancora più ricca, rispondendo alle aspettative di clienti sempre più esigenti. Il nostro impegno sarà volto anche a garantire continuità e nuove opportunità per i collaboratori il cui lavoro è parte integrante del successo di Borello».

L’acquisizione di Unes non prevede alcun cambio di insegna, i punti vendita Borello manterranno infatti la loro immagine. Rispetto a eventuali nuove espansioni sarà valutato caso per caso, in base al posizionamento idoneo al contesto, se procedere con l’insegna Unes, il Viaggiator Goloso o Supermercati Borello, proprio a ulteriore conferma della volontà di valorizzare il marchio piemontese e evidenziarne l’identità precisa. Da poco tempo Unes ha siglato un accordo con Arimondo, catena del ponente ligure, che ha lasciato il franchising con Pam Panorama, lanciato l’insegna Fudi e mettendo in assortimento i prodotti a marca privata di Unes.

Il self made man

Fiorenzo Borello è il classico esempio di self made man piemontese che ha saputo guardare oltre. Nato da una famiglia di agricoltori all’età di 15 anni è entrato nel mondo del lavoro, era il 1969, come garzone in una macelleria. Appena diventa maggiorenne arriva il momento del passaggio a imprenditore. «Ho comprato una macelleria che serviva una cooperativa di consumo e sono partito da li» racconta Borello. Un continuo cantiere tra idee, fare proprie le richieste del mercato e, soprattutto, sapere sfruttare le occasiono quando di presentano. Alle aste immobiliari acquista capannoni industriali che trasforma in supermercati. Punta inoltre non solo sulle aree urbane ma anche i piccoli comuni, quelli con 2 o 3mila abitanti dove il market Borello diventa anche un punto di socialità. I punti di forza dell’offerta sono il fresco e il freschissimo, la macelleria dove l’imprenditore mette a frutto quanto imparato da ragazzo e sfodera la capacità di osare. Quando sa che i fornitori sono in affanno paga in anticipo e a un produttore di salumi in crisi dice di preparare una specialità piemontese: il salame con l’aglio. La collaborazione con le filiere agroalimentari del territorio si rivelano un asset vincente. Nella sua vita di imprenditore ha aperto 120 supermarket e al termine dell’operazione con Unes resterà con uno solo: quello a Montaldo Torinese, il piccolo comune con 650 abitanti nella cintura del capoluogo dove è nato. Un piccolo negozio di soli 60 metri quadri che porta perdite ma in questo caso si tratta di dare un servizio ai propri concittadini.

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