Ok definitivo all’Europarlamento al “pacchetto vino” ovvero il portafoglio di misure messe in campo da Bruxelles a favore del settore vino per fronteggiare la difficile fase del comparto stretto tra i dazi Usa e un trend di consumi in calo che sta penalizzando in particolare le aree di produzione di vini rossi.

Di particolare interesse per il mondo delle imprese sono le semplificazioni e le flessibilità introdotte nell’utilizzo dei fondi comunitari stanziati a favore del settore nell’ambito dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) relativa al vino. Tra queste vanno ricordate la durata prolungata per i programmi di promozione del vino sui mercati esteri e anche la maggiore flessibilità prevista per le autorizzazioni ai nuovi impianti.

Novità di rilievo anche sulle norme e le definizioni per chiarire i contorni del settore dei vini NoLo ovvero senz’alcol o a ridotto contenuto alcolico, segmento di mercato in forte crescita in particolare sui mercati esteri.

Meno apprezzate, almeno da parte italiana, le misure che consentono la possibilità di finanziare con fondi Ue interventi come la “rottamazione” dei vigneti. Una campagna di espianti è stata ad esempio avviata nei mesi scorsi in Francia. Allo stesso modo e quindi a discrezione degli stati membri potrà essere attivata anche la misura della distillazione di crisi per ridurre le eccedenze di vino e sostenere i prezzi.

Pareri favorevoli sono stati espressi dal mondo produttivo. Soddisfatta la Coldiretti per misure che «garantiranno maggiore trasparenza per i cittadini consumatori e semplificazione per le aziende a sostegno di un settore fondamentale del made in Italy».

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