Serrare le file e reagire. È questo l’imperativo che si è dato il mondo del vino italiano dopo un 2025 complesso. I dazi di Trump hanno fatto perdere il 9,2% delle vendite negli Stati Uniti (quasi 180 milioni di euro in meno), principale sbocco per il vino italiano appesantendo così l’intero export (che ha chiuso l’anno a -3,7%), da sempre il driver della crescita del settore.
Il ritorno degli health warnigs
E i dazi non sono l’unica minaccia. È di giovedì la notizia, rilanciata dall’Unione italiana vini, della richiesta della Commissione Salute a Bruxelles di accelerare sugli health warnings in etichetta per i prodotti che contengono alcol. Una proposta che non distingue tra vino e superalcolici, tra abuso e consumo moderato e che finirebbe per riportare indicazioni sui rischi per la salute sulle bottiglie di vino, sulla scorta di quanto avviene da anni per i pacchetti di sigarette.
I numeri del vino…
Mercati internazionali e offensive salutiste saranno tra i principali temi al centro del 58esimo Vinitaly (da domenica 12 al 15 aprile a Veronafiere), l’appuntamento clou di un settore, quello del vino italiano, che conta 530mila imprese (4mila delle quali presenti a Verona), 670mila ettari di vigneto, 870mila occupati e un giro d’affari di 14 miliardi di euro (che salgono a 31 con l’indotto), 7,78 dei quali realizzati sui mercati esteri.
Senza dimenticare che il vino made in Italy assolve anche altre funzioni forse meno misurabili ma di sicuro impatto. È da sempre un ambasciatore della qualità made in Italy e dello stile di vita italiano mentre la viticoltura svolge anche una importante funzione di presidio del territorio. Vigneti coltivati e “pettinati” si possono osservare in ogni regione del Paese e sono ormai un elemento caratterizzante del paesaggio italiano. Una leva, inoltre, di forte attrattività considerati i numeri in costante crescita registrati dal turismo nei territori del vino. Non a caso tra le novità di Vinitaly c’è la sezione dedicata all’enoturismo oltre agli spazi dedicati alla mixology e ai vini dealcolati.
… e quelli di Vinitaly
Nel corso del Vinitaly saranno quindi centrali le riflessioni sui mercati internazionali con le difficoltà legate ai dazi di Trump, ma anche con le nuove opportunità che si potranno aprire per il settore con i recenti accordi internazionali siglati con Mercosur, India e Australia. Intese che introdurranno un quasi azzeramento delle tariffe finora praticate sull’import di vino.
