Le prime cinque cantine italiane realizzano il 18% del vino nazionale. È uno dei dati più significativi emersi dall’analisi dei dati 2025 di Valoritalia, l’ente che certifica due miliardi di bottiglie sulle circa tre di produzione totale italiana. Un dato inoltre inedito e frutto della nuova piattaforma Tessa, realizzata da Valoritalia e da Microsoft, che consente di elaborare grandi quantità di dati e i movimenti generati dalle oltre 90mila cantine italiane coinvolte nella produzione e commercializzazione delle 219 denominazioni d’origine certificate.

Il numero è il risultato di un processo di aggregazione da tanti auspicato e che qualcuno finalmente sta cominciando a mettere in pratica. Tra questi primi cinque player ci sono infatti le principali cooperative italiane (che già da qualche anno stanno portando avanti fusioni e incorporazioni) e la principale cantina privata, Argea, nata dalla fusione di due aziende medio grandi come Botter e Mondo del Vino.

I dati Valoritalia prendono, inoltre, in esame “l’imbottigliato” ovvero le quantità di vino confezionato dalle cantine. Non si tratta di prodotto materialmente venduto, ma di una affidabile preview di mercato del vino che sta per essere messo in commercio in base all’andamento della domanda. Si tratta di un quadro che restituisce una sostanziale tenuta del settore: gli imbottigliamenti totali risultano in leggero calo (-2,1%) rispetto al 2024. Una media che è la sintesi tra la crescita dei vini Doc e Docg (+1%) e la marcata flessione (-10%) dei vini a Indicazione geografica tipica. Tra le tipologie crescono ancora gli spumanti (+1%), i vini rosati (+5,7%) e i vini bianchi (+2,7%). Peggiora invece la flessione dei vini rossi (-13%).

«Il report – ha commentato il presidente di Valoritalia, Francesco Liantonio – restituisce l’immagine di un settore solido, nel quale la disponibilità di dati strutturati e omogenei rappresenta uno strumento strategico per supportare le attività di analisi, programmazione e tutela delle denominazioni».

Le analisi di Valoritalia infatti consentono anche monitorare lo stato del sistema di Doc, Docg e Igt. E dalle cifre emerge che le “micro-denominazioni” cioè quelle che nel 2025 hanno registrato imbottigliamenti inferiori ai 10mila ettolitri e che rappresentano oltre il 70% dei 219 marchi certificati da Valoritalia, hanno perso il 7,2%. A seguire, le 19 Doc medio piccole (con volumi di produzione compresi tra 20 e 50mila ettolitri) hanno perso il 4,7 per cento. Le venti etichette medio grandi (tra 50mila e 150mila ettolitri) sono cresciute del 4% mentre le grandi denominazioni (le sole 14 con volumi di superiori ai 150mila ettolitri) hanno sostanzialmente tenuto le posizioni.

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