Nessun allarme ma tanta prudenza con raccomandazioni come quella di evitare il contatto con animali domestici o selvatici e i loro fluidi o rifiuti, di non consumare alimenti che potrebbero essere contaminati dai pipistrelli e di non bere il succo di palma da dattero cruda. E’ giudicato al momento “basso” il rischio di contrarre il virus per chi viaggia in India e “improbabile” la sua importazione in Europa. A diramare le linee guida e un’allerta limitata sulla possibile diffusione nel Continente del mortale virus Nipah è stato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Il rischio di infezione per chi dall’Europa “viaggia o risiede nella zona” del Bengala occidentale, in India, è considerato “molto basso”, assicura il Centro europeo con sede a Stoccolma. L’arrivo del virus in Europa per il Centro europeo rimane un’ipotesi “improbabile”, anche se non da escludere.
Le raccomandazioni degli Ecdc
ome detto il il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nelle sue ultime linee guida raccomanda a chi viaggia nello stato indiano di evitare il contatto con animali domestici o selvatici e i loro fluidi o rifiuti, di non consumare alimenti che potrebbero essere contaminati dai pipistrelli e di non bere il succo di palma da dattero cruda. L’invito è, inoltre, a “lavare, sbucciare e cuocere frutta e verdura prima del consumo per ridurre il rischio di esposizione”. Il virus Nipah è trasmesso all’uomo dagli animali, in particolare dai pipistrelli della frutta – noti come volpi volanti – e può causare febbre e infiammazione cerebrale. Ha un potenziale “epidemico e pandemico” ed è inoltre considerato ad alto tasso di mortalità compreso tra il 40% e il 75 per cento. I pazienti colpiti mostrano inizialmente sintomi simil-influenzali come febbre, nausea, mal di gola, mialgia e mal di testa; successivamente sviluppano manifestazioni più gravi come una polmonite atipica con difficoltà respiratoria e tosse o, più frequentemente, un’encefalite acuta e rapidamente progressiva con un alto tasso di mortalità.
L’arrivo in Europa “improbaile”, ma non si può escludere
Le rassicurazioni dell’Ecdc arrivano dopo la conferma di due casi di malattia causata dal virus per ora circoscritti alla regione del Bengala Occidentale. Entrambi i casi riguardano operatori sanitari dello stesso ospedale che sono entrati in contatto tra loro a dicembre scorso. Per il governo indiano la situazione resta gestibile: finora sono stati identificati e sottoposti a test almeno 196 contatti dei casi confermati e tutti rimangono asintomatici e sono risultati negativi al test per l’infezione da virus Nipah. Nel frattempo si allarga però il fronte di Paesi del Sudest asiatico che hanno annunciato di aver rafforzato i controlli negli aeroporti per individuare eventuali segni di infezione tra i passeggeri in arrivo dall’India. Tra questi, Thailandia, Nepal, Cambogia, Vietnam e Pakistan. La via più probabile per l’arrivo del virus Nipah in Europa sarebbe attraverso viaggiatori infetti ma ad oggi per il Centro europeo rimane un’ipotesi “improbabile”, anche se non da escludere. Così come “basso” è considerato anche il rischio di trasmissione successiva a una potenziale importazione dal momento che i pipistrelli della frutta portatori del virus non sono presenti in Europa. Il virus è stato identificato per la prima volta oltre 25 anni fa in Malesia, poi riconosciuto anche in India per la prima volta nel 2001.

