«Partirono insieme, destinazione San Siro» cantava Antonello Venditti raccontando il viaggio di Piero e Cinzia verso lo storico concerto di Bob Marley del 1980. Oggi, oltre 40 anni dopo, Milano continua a essere la capitale dell’intrattenimento: il capoluogo lombardo – che questo weekend a San Siro ha ospitato la doppietta sold out di Max Pezzali – nel 2025 ha registrato 28 milioni di spettatori per 277mila eventi tra concerti, teatri, cinema, stadi, mostre e discoteche. Un flusso che ha generato 735 milioni di spesa al botteghino: più dell’incasso di tutte le province del Mezzogiorno messe insieme.

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SUL TERRITORIO

Incassi per macroarea. In milioni di euro e in % sul totale

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È questa la geografia che emerge dal Rapporto Siae 2025: una sola provincia vale più di otto regioni. «Il Nord – spiega il direttore generale Siae, Matteo Fedeli – concentra infrastrutture, grandi venue, promoter, sponsor, trasporti più efficienti, maggiore capacità ricettiva e una programmazione continuativa durante l’anno. Il Mezzogiorno, invece, sconta criticità strutturali, meno spazi adeguati ai grandi eventi e più stagionalità».

La geografia

Milano non è l’unico polo. La città con più eventi è Roma dove se ne registrano 360mila, quasi mille al giorno. La capitale, però, ospita spettacoli relativamente più piccoli, con 74 spettatori medi presenti, e un introito medio di 1.492 euro, molto al di sotto dei 2.651 euro di Milano. Le due province, insieme, incassano quasi il 30% della spesa nazionale per gli spettacoli.

Se Milano e Roma dominano nei volumi, Bologna trionfa per rendimento con il numero più alto di spettatori medi per spettacolo (116) e l’incasso medio più alto (2.895 euro), quasi il doppio rispetto a quello della Capitale. Maglia nera invece per Cagliari, ultima tra le grandi città per offerta (solo 41.715 eventi in tutto l’anno), una media di 46 spettatori e un incasso medio di 622 euro.

NELLE GRANDI CITTÀ

Introiti per spettacolo e spettatori. Dati medi nel 2025

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Nord e Sud seguono due modelli molto diversi: nelle città settentrionali gli spettacoli sono mediamente più grandi (88,6 spettatori medi) e il prezzo medio del biglietto è elevato (18 euro), mentre in quelle meridionali gli spettatori si fermano a 58,5 e il biglietto non supera i 14,2 euro. La combinazione di questi due fattori fa sì che ogni evento organizzato al Nord generi quasi il doppio degli incassi rispetto a quelli del Sud: 1.595 euro per spettacolo contro 832 euro.

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