PONTIDA (BERGAMO) – Si inizia con il ricordo del Senatùr Umberto Bossi e con il Va’ Pensiero. A Pontida dopo l’appuntamento con i giovani, è il giorno dei ‘big’. Unità è la parola della vigilia. Ma l’evento di oggi dovrà dimostrare se sono state davvero archiviate le frizioni tra i governatori del Nord (da mesi in pressing per una gestione collegiale del partito strutturato su base federale e un rilancio della questione settentrionale) e il segretario Matteo Salvini che, nel suo intervento in chiusura, darà la linea delle battaglie vecchie e nuove del Carroccio. Il messaggio che arriva dalla base è quello di mantenere “radici profonde” un motto che si declina in vecchi annunci – come “autonomia” e “fuori lo straniero” -, e vocaboli nuovi come “remigrazione”, ripreso dal generale fuoriuscito Roberto Vannacci. Sul prato le camice verdi si mescolano a nuovi colori, vecchi e nuovi simboli raccontano una Pontida diversa da quella anche solo di un anno fa, quando protagonista era stato Vannacci. “Io sto con Matteo” è una delle magliette blu che si mescola, tra le bandiere del partito e i primi cartelli che incitano al ’Capitano’.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’appello all’unità

Sabato sera nel suo breve intervento a chiusura della Pontida giovani, Salvini ha ribadito la sua linea nazional-sovranista («La Lega vince solo se è forte, se è unita e libera e coraggiosa da nord a sud, e lo dico da milanese, lombardo e da padano») chiudendo di fatto le porte alla fronda nordista che spinge per un partito federalista sul modello bavarese della Csu-Cdu (con tre articolazioni territoriali interregionali: Nord, Centro, Sud). Senza dimenticare Umberto Bossi, «visionario coraggioso che ha ridato dignità a un popolo». E non importa se nel 2017 a Bossi, critico con la linea di Salvini, era stato negato il palco. In memoria del Senatùr ieri è stato piantato vicino al pratone un ulivo innaffiato con l’acqua del Po dal ministro Calderoli. E

Il pressing dei governatori del Nord

Ai governatori del Nord (Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e l’ex Luca Zaia) ha offerto una tregua, stilando insieme un manifesto programmatico con maggiore attenzione al Nord, all’autonomia e ai territori. Una tregua fragile, che dopo Pontida potrebbe non reggere. Sul palco saliranno tutti i dirigenti, compreso Zaia, anche se non più governatore. E il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo, tra i più critici della linea di Salvini e dato in uscita da capogruppo al Senato, prima di essere “blindato” due giorni fa dal vice segretario Claudio Durigon.

Condividere.
Exit mobile version