Il rischio zero naturalmente non esiste ma è possibile agire per mitigare di molto la portata dei problemi. Un primo ragionamento generale riguarda gli investimenti in cybersecurity, che devono avere una priorità assoluta prevedendo architetture protette, accessi remoti sicuri e adeguati sistemi di protezione della rete in Vpn. Ciò che è accaduto non deve spingere il mercato ad un passo indietro in termini tecnologici ma ad un aggiornamento costante delle tecnologie. I sistemi più obsoleti, in cui vi sono famiglie di componenti fuori produzione, sono i più vulnerabili da questo punto di vista e credo sarebbe utile prevedere un round di incentivi per consentire la sostituzione di questi impianti, in alcuni casi risalenti a 15-20 anni fa. Detto questo, mettendo a confronto quanto accaduto in Francia, con 700 negozi coinvolti e la situazione in Italia, vediamo un sistema nazionale molto più resiliente.
In che modo le nuove tecnologie digitali stanno cambiando il vostro settore?
Se in alcuni aspetti, ad esempio nei tipi di gas utilizzati o nel funzionamento meccanico le innovazioni sono solo incrementali, l’ambito digitale è in effetti quello in cui l’innovazione procede alla velocità della luce. Il monitoraggio remoto, che spesso le grande catene della Gdo pretendono nel capitolato, consente di anticipare ad esempio gli interventi di manutenzione prima delle rotture. O ancora di generare efficienza gestendo i parametri in funzione di ciò che accade in negozio. Ad esempio riducendo la ventilazione nel momento in cui c’è un carico massivo di merce, con le porte dei banchi frigo aperte. A differenza del passato, con l’intelligenza artificiale i milioni di dati raccolti sul campo possono essere utilizzati e tradotti in azioni concrete. Tutto questo si traduce in efficienza e dunque in competitività per il cliente finale. Per le grandi catene della Gdo questa ormai è la strada imboccata mentre i piccoli sono più prudenti. Ma in generale credo che il futuro sia lì.
Anche alla luce del proliferare dei rischi e degli attacchi le regole europee stanno cambiando in questa direzione, alzando i requisiti della sicurezza digitale. E’ un percorso che condivide?
Certamente. Qui vediamo un sistema di regole, penso al Cyber Resilience Act, che introduce requisiti obbligatori di sicurezza informatica per tutti i prodotti hardware e software con elementi digitali venduti nella Ue. Regole che si evolvono di pari passo con i cambiamenti tecnologici e che impongono responsabilità precise sulla sicurezza degli impianti promuovendo una collaborazione più stretta lungo l’intera catena del valore.

