Una fotografia che inquadra l’attuale stato dell’avvocatura italiana. Dopo un decennio di trasformazioni profonde tornano a crescere i redditi, si rafforza il contributo economico della professione e migliora la percezione degli stessi avvocati. Ma le sfide da affrontare sono numerose: ricambio generazionale, equilibrio interno e sostenibilità nel lungo periodo. È la fotografia restituita dal Rapporto sull’Avvocatura 2026 pubblicato in collaborazione tra Cassa Forense e Censis, che nel suo decimo anniversario racconta una professione in trasformazione.

Numero degli avvocati in calo

Caduta libera per il numero di avvocati italiani: nel rapporto di Cassa forense e Censis presentato in Parlamento, emerge che nel 2025 i legali sono pari a 228.641 di cui 106.655 donne e 121.966 uomini, mentre esattamente dieci anni fa erano 235.055. Il calo della professione è trainato soprattutto dalla componente femminile (-4.238 in dieci anni) rispetto agli uomini (-2176), con una maggiore tendenza, per ragioni reddituali e di carico familiare, all’abbandono dell’attività da parte delle quote rosa.

Il dato sul reddito annuo

Nel 2024 il reddito complessivo Irpef degli avvocati ha raggiunto gli 11,2 miliardi (+7,1% rispetto al 2023), mentre il volume d’affari complessivo ha superato i 16 miliardi (+5,7%). Quanto alle entrare dei singoli professionisti, il dossier evidenzia come il reddito medio si attesta a 51.912 euro (+8,9%) ma con un marcato divario di genere: 67.959 euro per gli uomini contro 33.829 per le donne.

Il “Pil dell’avvocatura”

Pesa molto il dato sul cosiddetto “Pil dell’avvocatura”, che nel 2024 raggiunge un indice pari a 187 (base 2000), a fronte del 109,6 del Pil nazionale. Se nel 2015 oltre il 61% degli avvocati definiva il proprio status “critico” (con una punta del 22,5% di pessimismo estremo), oggi tale quota scende al 45,3%. In particolare, si riduce l’area della forte incertezza professionale, che passa dal 22,5% al 18,4%, segnando un progressivo e incoraggiante spostamento verso scenari di maggiore stabilità.

Perchè in molti scelgono questa professione

Nonostante le difficoltà economiche, la scelta della professione legale resta fortemente legata ai valori che rappresentano questo mestiere: il 52,1% degli avvocati intraprende questo percorso per seguire giustizia e diritti, contro solo il 10,9% per ragioni economiche. Ma sempre secondo il rapporto, permane una quota di preoccupazione legata alle entrate future, legate soprattutto dai ritardi nei pagamenti degli assistiti (33,9%), da pesanti adempimenti amministrativi e fiscali (32,4%), dall’alta concorrenza e numero sovrabbondante di avvocati (30,7%), dall’instabilità normativa e dall’eccessiva lunghezza dei processi (22,2%) e dagli alti costi della giustizia (16,1%).

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