Non solo pandoro e panettone. Il gruppo dolciario Bauli (che possiede anche i marchi Doria, Motta, Alemagna, Bistefani e Olivieri 1882) si riorganizza per affrontare una fase di mercato sempre più competitiva e dà vita a due business unit – una per l’Italia e una per l’estero – con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo in entrambe le direzioni facendo leva sull’innovazione di prodotto.

Il bilancio 2026 del gruppo veronese, fondato nel 1922 e da allora in mano alla famiglia Bauli, chiuderà il 30 giugno prossimo con una leggera crescita rispetto ai 548 milioni di fatturato 2025 (riclassificato secondo il principio contabile Oic 34 che registra sconti e operazioni a premio come riduzione dei ricavi), per l’80% realizzato in Italia, con un Ebitda di 44 milioni. Gli stabilimenti sono sette in Italia e uno in India, i dipendenti sono 1.590.

Luca Casaura, chief business officer Gruppo Bauli Italia

Ora comincia una nuova fase, annuncia Luca Casaura, appena nominato a capo della business unit Italia: «Siamo pronti a lanciare prodotti senza glutine di alta qualità a marchio Bauli, in particolare pane e focaccine, caratterizzati dall’uso di lievito madre che ci differenzia dai competitor e che conferisce fragranza, sofficità, digeribilità. Stiamo avviando la distribuzione che sarà supportata da una grande campagna di comunicazione multicanale col marchio Bauli Free».

La produzione di senza glutine – segmento in grande espansione, che in Italia vale circa 500 milioni di euro – avverrà nello stabilimento di Altopascio (Lucca) inaugurato nel 2023, frutto dell’acquisizione dell’azienda Alpipan avvenuta nel 2018 (l’anno scorso Bauli è salita dall’80 al 100% del capitale e l’ha incorporata nel gruppo): negli ultimi tre anni i dipendenti sono saliti da 64 a 110, mentre la produzione di focaccine, pane e pasticceria è arrivata a 1.300 quintali a settimana su tre linee. L’altro canale di sviluppo sul mercato italiano sarà il ‘fuori casa’ destinato al travel retail, bar, pasticcerie. Insieme, senza glutine e fuori casa puntano a pesare almeno 100 milioni di euro nel giro di cinque anni, quando il fatturato del gruppo Bauli dovrebbe raggiungere – secondo quanto annunciato da tempo – il traguardo di 1 miliardo di euro.

«Confermiamo l’obiettivo di 1 miliardo – sottolinea Casaura – anche se i tempi potrebbero allungarsi leggermente rispetto al 2030 che avevamo previsto due anni fa, perché nel frattempo le condizioni di mercato sono cambiate: l’inflazione è stata rilevante e ha portato un calo dei consumi, i prezzi delle materie prime si sono impennati, a partire dal burro e dal cacao che sono raddoppiati, dazi e guerre generano tensioni sui mercati”.

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