Riconosci i tuoi bias cognitivi, ossia la conferma di quello in cui credi Tendiamo a credere a ciò che conferma le nostre idee (confirmation bias): le fake news sfruttano proprio questo meccanismo. Ad esempio, se pensi che “lo zucchero sia il principale responsabile di tutte le malattie”, crederai più facilmente a messaggi che lo demonizzano, anche senza basi scientifiche solide.
Controlla se esiste consenso scientifico
Un singolo studio non basta: le raccomandazioni affidabili derivano dalla valutazione complessiva delle evidenze, non da risultati isolati. “Uno studio dimostra che il caffè fa male”, viene citato un solo studio, ignorando tutte le altre evidenze (cherry picking)
Fermati prima di condividere
Un semplice “pausa e verifica” riduce significativamente la diffusione di fake news: condividere d’impulso è uno dei principali motori della disinformazione. Ad esempio, quando condividi sui social un articolo dal titolo sensazionalistico senza leggere il contenuto completo oppure condividi un post solo perché ti colpisce o conferma ciò che pensi
Allena il pensiero critico
Imparare a riconoscere tecniche, spesso manipolative, usate nella disinformazione (es. generalizzazioni, cherry picking) aiuta a diventare più resistenti alle fake news (e esempio, “Scoperta rivoluzionaria che i medici non vogliono farvi sapere” è un esempio di uso di linguaggio sensazionalistico per attirare attenzione e creare sfiducia.

