Apre domani la precompilazione delle domande per il nuovo voucher destinato alle Pmi e ai lavoratori autonomi che intendono investire in servizi di cloud computing e cybersecurity. Sul piatto ci sono 150 milioni di euro, finanziati attraverso il Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, di cui circa 71 milioni riservati agli investimenti realizzati in otto Regioni del Mezzogiorno. Il contributo a fondo perduto coprirà il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20mila euro per beneficiario, a fronte di progetti di almeno 4mila euro. Le domande potranno essere presentate dal 10 novembre al 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse, e saranno ordinate cronologicamente.
L’agevolazione consentirà di acquistare soluzioni per la sicurezza informatica, dai firewall ai sistemi di protezione e monitoraggio delle reti, oltre a infrastrutture e servizi cloud, software gestionali e strumenti per l’organizzazione delle attività aziendali. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle imprese di utilizzare tecnologie digitali più avanzate e sicure, intervenendo su due ambiti ormai essenziali per la competitività.
Il nuovo intervento arriva dopo cinque anni in cui la digitalizzazione del sistema produttivo è stata sostenuta da un insieme articolato di incentivi pubblici, dai crediti d’imposta di Transizione 4.0 alle misure finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, fino a Transizione 5.0, che ha affiancato all’innovazione tecnologica gli obiettivi di efficienza energetica. Un percorso che ha mobilitato risorse consistenti, ma che pone una questione: quanto di questo sostegno si è tradotto in un effettivo avanzamento digitale delle imprese italiane, soprattutto di quelle di dimensioni minori?
Tra i principali strumenti del quinquennio figura Transizione 4.0, che ha sostenuto gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, software, ricerca, sviluppo e innovazione. Il meccanismo dei crediti d’imposta ha rappresentato uno degli assi portanti della politica industriale italiana, con l’obiettivo di favorire la modernizzazione dei processi produttivi e l’adozione delle tecnologie abilitanti.
A questo impianto si è aggiunto nel 2024 il Piano Transizione 5.0, introdotto nell’ambito del Pnrr e finanziato inizialmente con 6,3 miliardi di euro. La misura ha riconosciuto agevolazioni agli investimenti in innovazione capaci di assicurare una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% della struttura produttiva oppure del 5% dei processi interessati. Un’evoluzione rispetto al precedente modello, che ha legato il sostegno pubblico alla realizzazione di obiettivi misurabili di risparmio energetico.

