«Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori». È questo il messaggio con cui Coldiretti torna al Brennero lunedi per una grande manifestazione nazionale con 10mila soci agricoltori da tutta Italia.
Il settore agricolo, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, sta affrontando una nuova impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti. Basti pensare che dallo stretto di Hormuz passa normalmente il 20% dei fertilizzanti mondiali. Le tensioni in quell’area quindi stanno riducendo le disponibilità e rafforzando i prezzi.
Ma la manifestazione di Coldiretti al Brennero ha anche l’obiettivo di sottolineare le storture “doganali” con prodotti alimentari importati spesso a dazio agevolato e senza soddisfare le medesime regole di sicurezza dei prodotti italiani, e che esercitano così una concorrenza sleale nei confronti delle produzioni made in Italy.
Per questo la manifestazione si terrà in uno dei luoghi simbolo dell’ingresso delle merci straniere nel nostro Paese, a difesa del reddito degli agricoltori e del diritto dei cittadini a un cibo sicuro e senza inganni. L’obiettivo è garantire piena trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti.
La mobilitazione, sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti, sarà anche l’occasione per rilanciare un risultato storico: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, ottenuta dopo oltre dieci anni di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie.

