Dopo oltre due secoli di storia, uno degli alberghi simbolo di Cortina d’Ampezzo passa nelle mani della famiglia di Alberto Vacchi, presidente della big emiliana del packaging Ima. A rilevare lo storico Hotel de la Poste, affacciato su Piazza Roma, è Cortina Holding, società interamente controllata da Alva, la holding familiare dell’imprenditore.
L’operazione perfezionata oggi, 22 ottobre, riguarda il 100% del capitale di Hotel de la Poste Srl, acquistato dalle famiglie Manaigo ed Esposito. Il valore della transazione non è stato comunicato, ma si sa che UniCredit è partner finanziario dell’operazione. Per la struttura, fondata nel 1804, si apre ora una nuova fase: un ambizioso intervento di riqualificazione destinato a portarla già nel segmento dei cinque stelle lusso.
Il progetto punta a trasformare l’albergo senza cancellarne l’identità. Le attuali 73 camere dovrebbero diventare circa 55, tra camere e suite di dimensioni maggiori: una riduzione della capacità ricettiva che racconta già la direzione dell’investimento, orientato a un’ospitalità più esclusiva. Il piano, ancora in fase di definizione, comprende il restauro dello storico Bar del Posta, due ristoranti, una spa e ambienti dedicati agli eventi privati. L’obiettivo è combinare il patrimonio architettonico dell’edificio con un’offerta contemporanea, capace di attrarre una clientela internazionale.
A guidare questa trasformazione sarà Gregorio Minelli Vacchi, figlio di Alberto, che assumerà la presidenza del consiglio di amministrazione di Hotel de la Poste. Laureato in architettura al Politecnico di Milano, ha già seguito interventi di restauro su immobili della famiglia. «Rimaniamo profondamente impegnati nel mondo industriale, ma pensiamo che riqualificare questo storico albergo sia un’impresa piena di sfide e di opportunità, non solo economiche» sottolinea Alberto Vacchi, affidando al figlio un progetto nel quale, aggiunge, serviranno «energie ed idee innovative che possono venire solo dai giovani».
Nel frattempo l’albergo continuerà a operare regolarmente fino all’avvio dei lavori, mantenendo la gestione e lo staff attuali. Resta invece da individuare il futuro operatore alberghiero: per questa attività la proprietà ha incaricato in esclusiva Savills, attraverso il team Hospitality & Leisure italiano. Una scelta che segnala la volontà di costruire un posizionamento riconoscibile anche sui mercati esteri. Secondo Dario Leone, responsabile del team di Savills, Cortina sta vivendo «una fase di profonda trasformazione e riposizionamento verso i segmenti alti del mercato», accompagnata dall’interesse dei maggiori investitori e operatori internazionali. L’acquisizione si inserisce in questa dinamica, con la sfida di aggiornare un indirizzo storico dell’ospitalità ampezzana senza disperderne il carattere.

