Dal settore del marmo e lapidei all’innovazione sino alle materie prime critiche: la sfida dell’internazionalizzazione della Regione Sardegna guarda ai mercati esteri. Punti di forza che hanno animato la sfida del piano di internazionalizzazione portata avanti dalla Regione Sardegna attraverso il programma portato avanti dall’assessorato regionale dell’Industria. A fare un bilancio di metà mandato di quanto svolto è l’assessore Emanuele Cani.
L’esponente dell’esecutivo traccia il percorso e anche il punto su questa prima parte del programma che ha visto diverse imprese impegnate in settori differenti affrontare la sfida delle fiere e degli scenari extraisolani. «Sicuramente il primo bilancio sui progetti è positivo -dice -. Abbiamo organizzato il sistema delle nostre imprese in attività di presenza nell’ambito di fiere nazionali e internazionali importanti, di grande rilevanza». Non solo, per l’esponente dell’esecutivo «il ritorno è sicuramente positivo». « È positivo per il fatto che mettere a disposizione platee così rilevanti dal punto di vista delle relazioni può costituire per il nostro sistema produttivo un volano di sviluppo e di crescita molto importante».
A giocare la carta dello sviluppo e crescita guardando ai mercati nazionali e internazionali ci sono settori come il marmo e quello dei lapidei, ambito che in Sardegna è rappresentato da una settantina di imprese. Ci sono poi le startup e le altre aziende impegnate nel settore dell’innovazione. Non meno importanti poi le aziende che operano nel settore dell’enogastronomia e che giocano la carta delle esportazioni internazionali con un’attenzione particolare ai mercati orientali e a quelli statunitensi. «A oggi siamo sicuramente molto soddisfatti, ovviamente ci sono molti margini di crescita». Quanto al futuro, l’assessore aggiunge: «Sicuramente per il futuro dobbiamo, così come stiamo facendo, calibrare le nostre attività di promozione delle nostre imprese nell’ambito nazionale internazionale, andando a vedere quello che saranno i programmi di sviluppo industriale della nostra regione».
C’è poi un intero settore su cui la Regione e l’assessorato intendono puntare. «Cito un esempio importante su cui stiamo lavorando – prosegue – si tratta della valorizzazione di tutto il settore delle materie prime critiche, delle terre rare, su cui sarà assolutamente importante avere a disposizione delle platee a livello internazionale importanti, dove poterci misurare rispetto a quello che la Sardegna e le proprie prese possono dare su un settore così importante per lo sviluppo regionale, nazionale, ma così strategiche a livello internazionale».

