Rafforzare la governance e il coordinamento delle politiche pubbliche del mare, valorizzare la dimensione subacquea in chiave turistica, istituire le «zone contigue», sostenere lo sviluppo della nautica da diporto, semplificare e digitalizzare i documenti di bordo e segnare il debutto della cassa integrazione per i lavoratori della pesca, dopo un’attesa durata anni. Sono questi i principali obiettivi della legge per la valorizzazione della risorsa mare, che porta la firma del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci e che oggi è stata definitivamente approvata dalla Camera in terza lettura. Sono stati 149 i voti a favore, 32 contro e 63 gli astenuti.

Il ruolo del Comitato interministeriale

In 37 articoli, il provvedimento arriva in porto dopo un doppio passaggio in Consiglio dei ministri (a novembre 2024 e poi ad agosto 2025). In prima battuta, rafforza il ruolo del Cipom (il Comitato interministeriale per le politiche del mare), integrando la partecipazione del ministro dell’Università e della ricerca all’organismo istituito alla presidenza del Consiglio e precisando che gli indirizzi strategici del Piano del mare (quadriennale e non triennale, con aggiornamento biennale e non più annuale, come ha stabilito un emendamento approvato al Senato), debbano riguardare anche la valorizzazione della navigazione commerciale e del diporto nautico.

Turismo subacqueo, approvato il primo ddl

La nascita della «zona contigua»

La legge autorizza l’istituzione, con Dpr, della «zona contigua» al di fuori della fascia del mare territoriale italiano, tra le 12 e le 24 miglia marine dalla linea di base (il successivo articolo 7 definisce proprio i criteri per determinarle le linee delle coste in base alle quali misurare l’estensione del mare territoriale). L’intento, in applicazione della Convenzione Onu di Montego Bay sul diritto del mare, è quello di estendere l’esercizio della giurisdizione per il contrasto delle attività illegali in mare, immigrazione compresa. Le aree così individuate dovranno essere notificate agli Stati il cui territorio è adiacente a quello italiano o lo fronteggia.

La disciplina del turismo subacqueo

Il cuore del testo è però al capo terzo, che stabilisce i requisiti e i principi fondamentali in materia di turismo subacqueo per ricomporre un quadro normativo finora frammentato sul territorio nazionale, fissare regole omogenee e, soprattutto, permettere al patrimonio subacqueo italiano e ai tanti tesori sommersi la valorizzazione che meritano attraverso itinerari e gemellaggi con altri Paesi. Il Ddl affida al ministro del Turismo, di concerto con gli altri coinvolti e previa intesa della Conferenza Stato-Regioni, il compito di individuare con decreto le «zone di interesse turistico-subacqueo», tenendo conto della sicurezza e della rilevanza paesaggistica, faunistica, archeologica e culturale, e alle Regioni quello di disciplinare le professioni relative.

I requisiti per le immersioni a scopo ricreativo

Ampio spazio è dedicato all’individuazione dei requisiti e dei principi fondamentali per l’esercizio dell’attività dei centri di immersione e di addestramento subacqueo che forniscono servizi connessi all’attività sub a scopo ricreativo (sono escluse le attività sportive di tipo agonistico, quelle di protezione civile e le immersioni scientifiche e professionali effettuate da enti di ricerca, università e altre istituzioni pubbliche e private).

Condividere.
Exit mobile version