È il frutto della collaborazione tra Core Stack, azienda del gruppo Lazzari dedicata alle infrastrutture digitali, e Green Arrow Capital e sarà presentato oggi a Roma: si tratta del primo progetto italiano per una rete di 13 data center di media dimensione distribuiti su tutto il territorio nazionale e sostenibili, con l’obiettivo, secondo i proponenti, «di rafforzare la capacità digitale del Paese». Il progetto fa leva su una filiera interamente italiana ed è realizzato dalla jv tra il gruppo Lazzari e Green Arrow Capital che prevede una pipeline di investimenti superiore a 1 miliardo per lo sviluppo degli asset nei prossimi quattro anni.
La rete di impianti si svilupperà lungo tutto la penisola privilegiando zone industriali da riqualificare, e scarsamente antropizzate, e dopo l’avvio nel nord e nel nord est, particolare attenzione sarà destinata al centro sud, dove Core Stack punta a colmare un gap infrastrutturale storico, riducendo la distanza tra la potenza di calcolo e il territorio, dai cittadini alle imprese, passando per la Pa.
Un impegno chiaro a favore del Mezzogiorno che Anna Lazzari, presidente di Core Stack e ceo del gruppo Lazzari, attivo quest’ultimo da oltre un decennio nel settore delle rinnovabili e delle infrastrutture energetiche sostenibili, spiega così a Il Sole 24 Ore: «Oggi gli investimenti in data center sono ancora fortemente concentrati nel nord Italia e in particolare nell’area milanese. Crediamo però che replicare semplicemente questa concentrazione significherebbe perdere una parte dell’opportunità», sottolinea la top manager non prima di aver rimarcato «che la crescita dell’intelligenza artificiale e della domanda di capacità di calcolo può diventare anche uno strumento di riequilibrio territoriale. Il centro e il sud Italia dispongono di aree, capacità di produzione da fonti rinnovabili e territori nei quali nuovi investimenti infrastrutturali possono generare un impatto economico e occupazionale particolarmente significativo».
Tornando al progetto – che oggi sarà illustrato nel dettaglio dopo i saluti istituzionali del vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione Europea, Raffaele Fitto, e del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Butti – gli impianti in fase più avanzata sono quelli che sorgeranno in aree dismesse (brownfield) nei pressi delle province di Cremona e Verona. E lo stesso livello di progressione caratterizza, secondo quanto evidenziato dagli artefici del progetto, anche la parte autorizzativa: il processo per l’ottenimento del via libera per i primi due impianti è in fase avanzata ed è atteso il permesso per costruire entro la fine del 2027, con l’entrata in funzione attesa nel primo trimestre dell’anno dopo.
Ogni data center – il cui concept architettonico è stato ideato e firmato da Mca-Mario Cucinella Architects, mentre la progettazione è firmata da Lombardini22 – sarà alimentato da energia rinnovabile, generata direttamente in loco. È inoltre allo studio l’installazione di sistemi di accumulo volti a migliorare ulteriormente la performance energetica dei data center, grazie a una collaborazione con il Politecnico di Milano. A conferma, come osserva anche Eugenio de Blasio, fondatore ed executive chairman di Green Arrow Capital, della messa a terra «di un progetto innovativo, resiliente e ad alto valore industriale grazie al quale contribuiremo a garantire la sovranità del dato, sicurezza e competitività del Paese».

