Ma anche esposti, tensioni interne, profonde divisioni con una parte del clero e della comunità. “Vedere la propria vita passata al setaccio del pregiudizio, leggere termini denigratori che nulla hanno a che fare con la realtà dei fatti – aveva detto l’allora vescovo in un incontro con i fedeli – fa soffrire. Tuttavia in questa sofferenza emerge la vera esperienza di Gesù sulla Croce”.

“Alessandria – ricorda oggi il vescovo emerito – è stata la mia casa per quasi 14 anni. A volte voler bene davvero a una comunità significa avere il coraggio e l’umiltà, quando si avverte una fatica comune, di fare un passo indietro per il bene di tutti. Nonostante il clamore mediatico sul sottoscritto – aggiunge – la visita ha avuto un suo percorso di discernimento al termine del quale non ho ricevuto neppure una riga scritta, e nessuna sanzione. Tuttavia il clima generale e le circostanze che si sono create hanno evidenziato il bisogno di voltare pagina, per tutti. Quando ti accorgi di questo, potersi dedicare a un nuovo servizio per la Chiesa diventa un dono”.

Gallese saluterà ufficialmente la Diocesi di Alessandria il 4 ottobre e andrà ad abitare altrove. “E’ una scelta – sottolinea – che faccio anzitutto per amore e rispetto verso questa Chiesa, per lasciare piena libertà e serenità di azione a chi verrà dopo di me. Ma Alessandria, la sua gente, i suoi volti e le sue storie rimarranno per sempre custoditi nella mia preghiera e nel mio cuore”.

La diocesi aveva risposto come riportato nell’articolo odierno di Luisa Perri sul sito del Secolo d’Italia: “nessuna vacanza esotica in Sud America, – sosteneva il portavoce Enzo Governale: Gallese pratica il kitesurf, ma soprattutto in Liguria.

Quanto alla Tesla (nella foto si vede una Tesla rossa, ndr), non sarebbe costata un euro alla diocesi. Nel dossier delle polemiche erano finite anche alcune operazioni immobiliari: l’ex convento dei Cappuccini, dove Gallese era andato ad abitare, e il collegio Santa Chiara destinato agli studenti universitari. Anche in questo caso la diocesi aveva respinto l’immagine di un vescovo amante del lusso, sostenendo la regolarità delle operazioni e precisando che Gallese viveva in spazi di dimensioni molto ridotte.

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