L’intervento delle istituzioni

«Il fenomeno delle sostanze – ha osservato Mantovano – riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e contesti apparentemente normali: questo significa che nessuna famiglia può considerarsi immune», aggiungendo che quelli emersi dalla Relazione sono «i numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale».

Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha sottolineato che, «indipendentemente dalle appartenenze politiche, riuscire a fare squadra è l’unico modo per raggiungere un risultato e limitare i danni. Come sistema delle Regioni vogliamo metterci tutto l’impegno possibile» e ha avvertito che «le dipendenze digitali personalmente mi preoccupano molto. In questo momento alle famiglie italiane va dato un messaggio forte».

Il presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) Gaetano Manfredi, poi, ha ribadito la volontà dei sindaci di dare tutto il supporto necessario alle istituzioni nazionali in questa lotta: «Il tema delle dipendenze è multidimensionale e tocca tante parti delle nostre comunità: sindaci e comuni sono in prima linea anche per la loro prossimità».

Le altre dipendenze

L’abuso di stupefacenti non è l’unica dipendenza che affligge i giovani italiani. Rimane endemico tra le nuove generazioni anche il consumo di alcol e tabacco. Il 31% degli studenti minorenni (quasi 500mila ragazzi) ha fumato tabacco nel 2025, valore in lieve flessione rispetto al 2024, mentre circa 380mila studenti under 18 – un quarto della popolazione studentesca minorenne – hanno riportato di essersi ubriacati almeno una volta nel corso dell’anno passato.

Invece, sul fronte delle dipendenze dalle tecnologie digitali i dati rilevati dalla Relazione lasciano ben sperare. Nel 2025 circa 15mila studenti tra gli 11 e i 13 anni (1%) sono vittime della social media addiction, dato in netto calo rispetto al 2,2% registrato nel 2022; 111mila studenti (7%) risultano a rischio di Internet gaming disorder, a fronte dell’11% del 2022.

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