“Come Partito Democratico. già all’inizio legislatura, abbiamo depositato (in Parlamento ndr) una proposta sul salario minimo perché Svimez ci dice che un lavoratore dipendente privato su quattro, al Sud, guadagna meno di 9 euro l’ora”. A quella proposta si aggiunge ora la proposta di “un potenziamento salariale di 200 euro lordi al mese, quindi 2.400 euro l’anno, a tutti i lavoratori e nei confronti delle imprese che però adottano il contratto comparativamente più rappresentativo”, quello firmato dalle organizzazioni sindacali con maggior seguito in azienda. L’onorevole Marco Sarracino, che fa parte della segreteria nazionale del Pd con delega al Sud e alle aree interne, sintetizza così la proposta di legge dem sul “diritto a restare” dei giovani, di cui è prima firmataria la segretaria del partito, Elly Schlein.

Per un giovane, il fatto di poter integrare con una dotazione di 200 euro mensili un contratto già “buono” in partenza, spiega Sarracino a Parlamento 24, “ è sicuramente determinante per la scelta del restare o non restare” in Italia, e può costituire una leva utile a contrastare l’emigrazione giovanile, la tendenza, sempre più diffusa, di molti nostri connazionali a trasferirsi all’estero in cerca di opportunità di lavoro e di vita.

La proposta di legge dem – che sarà depositata a giorni in Parlamento – punta anche ad agevolare l’imprenditoria giovanile, «cioè le ragazze e ragazzi che vogliono investire nei nostri territori”. “Noi chiediamo di prevedere incentivi simili alle norme “Resto al Sud” ma estesi a tutto il territorio nazionale, perché la costruzione di nuove imprese non è un tema soltanto meridionale, ma è un tema di tutto il Paese. Troppe imprese chiudono e poche ne nascono. Invece agevolare l’imprenditoria giovanile è un agevolare l’economia a livello nazionale, con incentivi che a vario titolo puntino anche a rendere attrattive le aree interne”.

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