Cresce e arriva a ben 18 il numero delle città con bollino rosso da caldo in Italia: alle 17 di ieri si aggiunge oggi Genova e poiché l’allerta attanaglia il Paese, il ministero della Salute ha riunito proprio oggi il tavolo tecnico sull’emergenza caldo.

“Le ondate di calore – ricordano i tecnici – si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione”.

Per comunicare i possibili effetti sulla salute delle ondate di calore il Ministero elabora dei bollettini giornalieri per 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore. La pubblicazione dei bollettini sul Portale è attiva per il 2026 dal 25 maggio al 20 settembre. I bollettini sono aggiornati dal lunedì al venerdì dalle ore 11 e sono consultabili anche dalla App “Caldo e Salute”, disponibile per dispositivi Android su Google Play.

Le città roventi

Le città con allerta di Livello 3 a causa di “Caronte” oggi si confermano Ancona, Bari, Bologna, Bolzano e Brescia, poi Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma,. Torino, Venezia, Verona e Viterbo, più la “new entry” Genova.
Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Trieste, passano dal Livello di attenzione 1 al 2 e quindi dal bollino giallo all’arancione.

Circolare in arrivo

L’ultima riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo ha analizzato i dati raccolti dal 15 maggio al 22 giugno dal Dipartimento di emergenza e protezione in relazione ai decessi nella popolazione over 65 e agli accessi ai Pronto Soccorso. Tali flussi non registrano, al momento, picchi significativi in concomitanza delle ondate di calore. Il monitoraggio dei dati andrà avanti e, secondo quanto disposto nella riunione, sarà integrato, in via sperimentale, nelle Aziende sanitarie di alcune grandi città, con un sistema di sorveglianza sugli accessi ai Centri salute mentale territoriali. Un’indicazione che sarà contenuta in una apposita circolare che – avvisano dal ministero – porrà attenzione anche al tema dei grandi eventi in raccordo con le autorità sanitarie locali e le altre istituzioni coinvolte.

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