Un’«impresa in difficoltà» non può beneficiare delle agevolazioni previste a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica o di gas. È quanto ha stabilito la Corte di giustizia Ue sul caso dell’Acciaierie d’Italia (Adi) in relazione ai ricorsi contro la decisione delle autorità italiane di respingere le domande del principale gruppo siderurgico nazionale per l’inserimento per il 2025 negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia elettrica o di gas.

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Di conseguenza, l’Adi non ha goduto delle agevolazioni finanziarie previste a favore di tali imprese.

Il diniego si basava sulla qualificazione dell’Adi come «impresa in difficoltà» ai sensi degli orientamenti della Commissione europea sugli aiuti di Stato per il salvataggio delle imprese in difficoltà a causa del suo assoggettamento al regime italiano di amministrazione straordinaria e del suo stato di insolvenza.

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