Nel giorno in cui le Sezioni Unite civili della Cassazione esaminano i ricorsi di Ilva e Acciaierie d’Italia contro lo stop dell’area a caldo di Taranto, si chiude in Parlamento l’iter del decreto 154/2026, varato in Cdm a fine agosto, sulle attività di trattamento dei rifiuti dello stabilimento.
La Camera lo ha approvato in via definitiva (125 sì, 43 no e 52 astenuti) nello stesso testo licenziato dal Senato il 7 ottobre, dopo aver respinto tutti gli emendamenti presentati in aula, sui quali governo e relatore hanno espresso parere contrario.
Trattamento rifiuti e discariche interne
Il decreto appena convertito, come detto, interviene su un altro aspetto della gestione degli stabilimenti: le garanzie finanziarie per le attività di trattamento dei rifiuti e per le discariche interne.
Il testo ritocca le regole sulle garanzie finanziarie richieste per le attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti siderurgici soggetti a procedure di vendita. Fino ad oggi, infatti, era necessario che queste garanzie avessero durata pluriennale.
Adesso, invece, il decreto stabilisce che tali garanzie “possono essere prestate” anche su “base annuale” e comunque “per una durata non inferiore a un anno, anche qualora l’autorizzazione o il periodo di gestione autorizzato abbia durata superiore”.

