La rete del futuro non sarà soltanto più veloce. Dovrà, in qualche modo, imparare a conoscere se stessa. Prevedere come reagirà a un aumento del traffico, individuare un’anomalia prima che diventi un guasto, capire dove spostare risorse e capacità. È su questo terreno che Fibercop prova ad allargare il perimetro della sua trasformazione tecnologica, affidandosi anche alla ricerca universitaria.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La società della rete fissa wholesale ha avviato con l’Università Federico II di Napoli una collaborazione dedicata all’innovazione delle infrastrutture di telecomunicazione. Il progetto coinvolge il CeSMA, il Centro di Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati dell’ateneo, e mette nello stesso laboratorio intelligenza artificiale, Digital Twin, edge cloud e tecnologie quantistiche.

Il cuore del programma è proprio il Digital Twin: una copia virtuale e dinamica della rete reale sulla quale simulare comportamenti, interventi ed evoluzioni. Il modello dovrà integrare infrastrutture cloud ed edge cloud, reti mobili 5G e, in prospettiva, 6G, sistemi di comunicazione quantistica e strumenti di cybersecurity. Una sorta di banco di prova digitale sul quale osservare l’infrastruttura senza dover intervenire direttamente su quella fisica.

Per Fibercop, che gestisce l’infrastruttura di accesso aperta agli operatori, la posta in gioco è significativa. Se la fibra rappresenta l’ossatura materiale della rete, software e automazione ne stanno progressivamente diventando il sistema nervoso.

«L’evoluzione delle infrastrutture digitali richiede una stretta collaborazione tra imprese, ricerca e formazione», sottolinea Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di Fibercop. «Intelligenza artificiale, Digital Twin, edge cloud e tecnologie quantistiche saranno determinanti per realizzare infrastrutture sempre più efficienti e sicure».

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