Con quattro acquisizioni Fincantieri punta a creare un “campione internazionale” nel settore della subacquea. Con le quattro acquisizioni annunciate (Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm), infatti, Fincantieri dà vita a un polo della subacquea con otto aziende, una presenza in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti, 1500 professionisti e ricavi pro forma 2026 di 1,1 miliardi di euro. È quanto indica il gruppo dopo l’annuncio delle operazioni di M&A per rafforzarsi nel segmento underwater che nel 2025 ha registrato ricavi per 667 milioni di euro e ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del gruppo. Dopo l’annuncio il titolo Fincantieri è volato a Piazza Affari. Il titolo è balzato dell’8% a 11,8 euro.

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Su base pro-forma il segmento “raggiunge nel 2026 ricavi per 1,1 miliardi di euro, ebitda per 220 milioni di euro, conseguendo con 4 anni di anticipo i target di crescita underwater previsti al 2030 nel piano industriale 2026 -2030 presentato a febbraio”. Le acquisizioni “contribuiscono all’utile di gruppo pro-forma 2026 per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi” e “sono altamente accrescitive per il gruppo con un aumento dell’utile per azione del 30% al 2028 e del 20% al 2030”.

Secondo le stime della società, i ricavi della subacquea al 2028 raggiungeranno 1,4 miliardi per attestarsi a 1,8 miliardi di euro al 2030; il margine ebitda, pro-forma per le acquisizioni, cresce al 19,2% nel 2026, raggiungendo il 21% nel 2028 per arrivare al 23% nel 2030. “Al 2030 il contributo delle acquisizioni all’utile netto del gruppo raggiunge circa 130 milioni di euro” aggiunge la nota.

Le acquisizioni consentiranno di accelerare il profilo di crescita del gruppo – sottolinea Fincantieri – con ricavi generati da servizi ad alto contenuto tecnologico, con prospettive di aumento dell’ebitda e dell’utile netto rispettivamente del 13% e del 40% rispetto agli obiettivi 2026 del Piano Industriale 2026-2030.

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