Al Nord, tra i 113 piccoli Comuni menzionati precedentemente ne figurano otto lombardi, quattro veneti, quattro piemontesi, tre emiliano-romagnoli, due friulani e uno altoatesino. Al sud, invece, la Campania conta ventitré Comuni nella fascia più critica, con una media di oltre 3.300 euro pro capite di gioco online; seguono Basilicata e Calabria con valori superiori ai 3.100 euro; chiudono Sicilia, Puglia e Molise rimanendo sopra i 3.000 euro.

Ad aggiudicarsi il primato per soldi spesi in gioco d’azzardo è Baia e Latina, in provincia di Caserta. Con 1973 abitanti, il Comune ha registrato quasi 150 milioni di euro di gioco online, pari a oltre 102.000 euro per ogni residente tra i 18 e i 74 anni. La stragrande maggioranza (il 96%) di questo volume arriva dal Betting Exchange, definita dallo studio come «la forma di azzardo più opaca, quella in cui sono gli stessi giocatori a tenere il banco, quella che produce scarse entrate fiscali e che da più parti viene indicata come strumento perfetto per accordi illegali e riciclaggio all’ombra dell’azzardo “legale”».

Fanno compagnia a Baia e Latina i Comuni di Polaveno, in provincia di Brescia, con 22.955 euro pro capite; Mairano, ancora nel bresciano, con 11.430 euro; Francavilla in Sinni, in provincia di Potenza, con 21.928 euro; Nociglia, nel leccese, con 11.854 euro.

Le richieste

Lo studio chiede principalmente un fattore: la trasparenza. Numeri di questa portata «impongono domande sull’origine e sulla provenienza di questi flussi finanziari, sui soggetti che li generano e sulle ragioni per cui volumi così ingenti si concentrino in territori così piccoli. Questi dati vanno verificati, si segua il denaro e si intervenga».

La ricerca, infatti, assume una posizione fortemente critica nei confronti del Governo, accusando di fare «finta di non vedere». Se i cittadini sono sempre più esposti alle «conseguenze sociali e sanitarie del gioco d’azzardo», il sistema pubblico «rende difficile» leggere con esattezza ciò che accade nei territori. Decidere se continuare a «proteggere gli interessi dell’industria dell’azzardo o proteggere le persone e le comunità» è soprattutto una «scelta politica».

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