I prezzi dei carburanti aumentano ancora. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, oggi sabato 5 settembre 2026 il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,052 euro al litro per la benzina (2,046 euro il prezzo di ieri) e 2,164 euro al litro per il gasolio (2,157 euro il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,138 euro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Esattamente un mese fa, il 5 agosto, i prezzi sulla rete stradale erano di 1,997 euro al litro per la benzina e 2,097 euro al litro per il gasolio. L’aumento è stato dunque di 5,5 centesimi al litro per la verde e 6,7 centesimi al litro per il diesel.

“In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – sabato 5 settembre 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,052 euro/l per la benzina e 2,164 euro/l per il gasolio”. Lo rende noto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiungendo che sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,138 euro/l per la benzina e 2,237euro/l per il gasolio. Ieri il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a 2,046 euro/l per la benzina e 2,157 euro/l per il gasolio.

“Dal 1° settembre a oggi, in appena 4 giorni, in autostrada un pieno da 50 litri di gasolio costa 1,65 euro in più, uno di benzina 1,70 euro. Nella rete stradale il balzo è di 1,70 per il gasolio e 1,50 per la benzina” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando le medie Mimit. “Il Governo continua a prorogare uno sconto sulle accise sul gasolio che è pari alla metà di quello che servirebbe, mentre sulla benzina non fa più nulla da 2 mesi, dal 4 luglio, lavandosene le mani. Ancora peggio il fatto che non abbia mai messo in campo, in 1.414 giorni, alcuna misura per bloccare le speculazioni. I provvedimenti strutturali di cui parla ora il Governo sono solo una presa in giro per stanziare meno soldi, riducendo le accise, invece che a tutti, solo a poche categorie di italiani, magari scaricando il costo sulle imprese come con i bonus per i pendolari, ma non impediscono alle compagnie petrolifere di fare extraprofitti milionari” prosegue Dona. “Da anni chiediamo di fare cose serie, ad ogni legge annuale sulla concorrenza, ma la politica non fa nulla” conclude Dona.

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