Il caro carburanti continua a non dare tregua al Governo, in un momento che si fa sempre più delicato per l’entrata in piena campagna elettorale. I rincari continuano a proseguire e questo, in giorni concitati tra gli uffici dell’Esecutivo per mettere nero su bianco finalmente gli “aiuti mirati”, non aiuta.
Benzina a 10 centesimi dai massimi
I record si superano giorno dopo giorno. Se per la benzina – oggi a 2,1 euro al litro – ci riferiamo ai massimi annuali, con valori non troppo distanti dai massimi del 2022, subito dopo l’inizio della guerra russo-ucraina, quando il prezzo della verde ha toccato i 2,184 euro al litro. Circa otto di centesimi di differenza.
Record storico del gasolio
Per il gasolio il discorso è diverso. Perché il massimo storico è stato già raggiunto durante questi mesi di tensione mediorientale, complice anche un rialzo delle accise sul gasolio (pareggiando quelle sulla benzina) deciso a inizio anno con l’ultima legge di Bilancio.
L’ultimo aggiornamento è quello di stamattina e segna 2,208 euro al litro, 1,5 centesimi in più rispetto a ieri. Tutto questo con un taglio sulle accise del diesel che vale 17,1 centesimi al litro.
La fine dello sconto
Lo sconto, in realtà, è destinato a cessare. Da Palazzo Chigi la volontà era di interromperlo giorni fa e d’altronde non è un segreto, dato che alla festa per il record di longevità dell’Esecutivo lo aveva detto esplicitamente la premier Giorgia Meloni.

