Il Papa è tornato a pregare per le fine delle guerre. «Con cuore ardente, preghiamo oggi che lo Spirito del Risorto ci salvi dal male della guerra, che viene vinta non da una superpotenza, ma dall’Onnipotenza dell’amore. Preghiamo affinché liberi l’umanità dalla miseria, che viene riscattata non da una ricchezza incalcolabile, ma da un dono inesauribile. Preghiamolo di guarirci dalla piaga del peccato, per la redenzione annunciata a tutti i popoli nel nome di Gesù», ha detto nell’omelia della messa di Pentecoste.
Leone XIV: «La Pentecoste porta un cambiamento»
«Questa pace – ha sottolineato Leone XIV nell’omelia della messa di Pentecoste – viene dal perdono e ci porta al perdono: inizia col perdono donato da Gesù stesso, che è stato da noi tradito, condannato, crocifisso». «Il Signore effonde lo Spirito della pace da un capo all’altro della storia, perché non esclude nessuno Colui che ha redento tutti dalla morte», ha aggiunto il Pontefice. La Pentecoste porta dunque un cambiamento: «Da una parte, lo vediamo bene, ci sono cambiamenti che non rinnovano il mondo, ma lo invecchiano tra errori e violenze. Dall’altra parte, invece, lo Spirito Santo illumina le menti e suscita nei cuori nuove energie di vita. È così che trasfigura la storia – ha sottolineato Leone XIV – aprendola alla salvezza, cioè al dono che l’unico Signore condivide con tutti. La missione della Chiesa attesta tale condivisione, trasformando la confusione del mondo in comunione con Dio e tra di noi».
«Dio chiede alla Chiesa unità, superare faziosità e mode»
La missione affidata da Dio alla Chiesa, ha continuato Leone XIV, richiede «un’unità fondata sull’amore di Dio, sorgente del nostro amore. Lo Spirito, che ha parlato per mezzo dei profeti, promuove sempre l’unità nella verità, perché suscita in noi comprensione, concordia e coerenza di vita». Il segno, ha spiegato facendo riferimento alla Pentecoste, è «il dono di lingue che si capiscono nell’unica fede. Il Paraclito ci difende allora da tutto ciò che ostacola questa intesa: dalle faziosità, dalle ipocrisie, dalle mode che annebbiano la luce del Vangelo. La verità che Dio ci dona resta così parola liberante per tutti i popoli, messaggio che trasforma dall’interno ogni cultura», ha concluso.

