La procura di Milano indaga sul maxi incendio della notte scorsa alla Bovisa in una delle principali sei della Brt. Molte le ipotesi allo studio: non si esclude che si tratti di un incendio doloso. Ma il rogo potrebbe essere anche partito da un pacco di circa 10 chili che era stato appoggiato sul pianale pronto per essere trasferito su un camion diretto a Torino.
Come ha testimoniato il dipendente della società di logistica, dopo le 19, ha prelevato dal nastro trasportatore il pacco 50X30X30 centimetri, al tatto, ha sentito calore. Ma senza farci troppo caso lo ha sistemato sulla piattaforma e si è voltato per prelevare un altro pacco. Nel momento in cui si è rigirato verso la piattaforma ha visto prima del fumo, poi le fiamme a alla fine ha sentito un forte rumore, un botto. Ora il pm Paolo Storari punta a individuare quel che rimane del pacco per poi procedere al suo esame.
La Brt era stata commissariata nel 2023 per evasione fiscale e utilizzo illecito di manodopera attraverso il sistema delle false cooperative. Dopo circa un anno ha sanato la sua posizione e ad oggi continua ad avere rapporti con la procura per verificare le “buone prassi”.
C’è intanto una testimonianza di un lavoratore. «Ero in magazzino quando ho sentito cadere un grosso pacco da uno scivolo trasportatore, mi sono voltato e ho visto una vampata di fiamme». È quanto raccontato di quegli attimi da Sonny Salac, capo magazziniere alla Brt di Milano, dove ieri sera si è sviluppato un maxi rogo.
Un particolare che confermerebbe la natura accidentale dell’incendio. «Subito ho preso un estintore – ha detto ai cronisti – e ho cercato di spegnere il fuoco ma le fiamme erano troppo alte. Allora ho chiamato tutti e ho detto loro di uscire velocemente. Era mio compito assicurarmi che nessuno si facesse male». Salac, 35 anni, originario delle Filippine, lavora alla Brt dal 2008 e coordina il lavoro di una cinquantina di persone, tutte dipendenti di una cooperativa.

