L’ispezione eseguita prima della partenza ha consentito inoltre di individuare nove motoveicoli risultati provento di furto. I mezzi erano stati disassemblati, secondo gli investigatori, per mascherarne la provenienza illecita.
Gli accertamenti hanno coinvolto in particolare anche uno degli autodemolitori, nei cui confronti viene contestata l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti. La società era formalmente autorizzata alla gestione dei veicoli fuori uso ma, secondo l’indagine, avrebbe gestito sistematicamente e nel tempo ingenti quantitativi di autovetture da rottamare senza la prevista tracciabilità.
I veicoli sarebbero entrati nel centro di raccolta senza registrazione e sarebbero stati trattati in violazione della normativa di settore, con il conseguente smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi prodotti dalle attività di demolizione.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di cinque motoveicoli di provenienza illecita, 120 metri cubi di rifiuti metallici e 14 carcasse di autovetture contenenti rifiuti speciali estranei all’attività di autodemolizione.
Sequestrati anche 20 blocchi motore dei quali non è stato possibile ricostruire la tracciabilità e, quindi, la provenienza legale.

