L’Italia migliora nell’innovazione ma resta nel gruppo degli “innovatori moderati”. È quanto emerge dall’European Innovation Scoreboard 2026 della Commissione europea, che colloca il Paese al 13° posto tra i 27 Stati membri con un indice pari al 96,2% della media Ue. Rispetto al 2019 la performance italiana è cresciuta di 15 punti percentuali, oltre l’incremento medio europeo (+11,6 punti), mentre nell’ultimo anno – quando l’Italia era al 14° posto – il miglioramento è stato del 5 per cento.
Punti di forza e criticità
Tra i principali punti di forza figurano le domande di registrazione dei disegni industriali, settore in cui l’Italia è prima nell’Unione, la produttività delle risorse, anch’essa al primo posto, e l’adozione del cloud computing da parte delle imprese (pari al 68% delle imprese). Il Paese si distingue inoltre per la capacità innovativa delle Pmi, che si collocano ai primi posti europei nell’introduzione di innovazioni di processo e di prodotto, e per il terzo posto negli impatti dell’innovazione su occupazione e vendite. Restano però criticità strutturali. L’Italia è solo 26/a per quota di laureati nella popolazione, 25/a per numero di specialisti Ict e 24/a per accesso alla banda larga ad alta velocità.
Investimenti privati
La Commissione evidenzia inoltre il basso livello degli investimenti privati in ricerca e sviluppo, pari allo 0,79% del Pil contro una media Ue dell’1,49%, e la persistenza della fuga di talenti e della carenza di laureati Stem, fattori che limitano la capacità innovativa del sistema produttivo. L’adozione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale poi rimane limitata (16,4% delle imprese).
Il contributo del Pnrr
Secondo l’analisi di Bruxelles, i progressi registrati negli ultimi anni sono stati sostenuti anche dagli investimenti e dalle riforme finanziati attraverso il Pnrr, che hanno contribuito a rafforzare università, ricerca e digitalizzazione. Rimane tuttavia ampio il divario rispetto alla media europea negli investimenti privati in innovazione e nella capacità di trasformare la ricerca in imprese innovative di grandi dimensioni.

